Roma, 22 gennaio 2026 – Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, torna a criticare duramente la gestione dei rinnovi contrattuali da parte del governo guidato da Giorgia Meloni, sottolineando come gli aumenti salariali previsti non tengano conto dell’attuale situazione inflazionistica.
Contratti pubblici, aumenti insufficienti rispetto all’inflazione
In una recente intervista a “Piazzapulita” su La7, Landini ha denunciato che i contratti del pubblico impiego, dalla sanità alla scuola, sono scaduti da oltre tre anni e che il governo ha proposto aumenti medi del 6%, mentre l’inflazione ha raggiunto il 18%. “Quindi in realtà ha programmato la riduzione del potere d’acquisto di quei salari”, ha affermato il leader sindacale, spiegando che la Cgil non ha firmato questi contratti, che di fatto penalizzano i lavoratori pubblici.
Questa situazione si riflette in un contesto critico per il settore pubblico, dove medici, infermieri e insegnanti sono in fuga verso il settore privato o l’estero, alla ricerca di condizioni economiche più favorevoli. Landini ha inoltre evidenziato come nei settori privati la leggera crescita del potere d’acquisto sia stata possibile soltanto grazie ai rinnovi contrattuali firmati dal sindacato, senza alcun contributo diretto da parte del governo.
Precarietà e crisi industriale: il quadro secondo Landini
Il segretario generale della Cgil ha anche sottolineato la crescente precarietà nel mercato del lavoro italiano: “I contratti a termine sono passati da 3 milioni a 4 milioni e 700.000 negli ultimi anni”, con una forte concentrazione nei servizi e nel commercio, settori caratterizzati da condizioni di lavoro peggiori e maggior diffusione di contratti pirata.
Sul fronte industriale, Landini ha denunciato la crisi degli stabilimenti Stellantis in Italia, che producono meno di un terzo della loro capacità potenziale, e ha chiesto al governo di convocare direttamente l’azienda e i sindacati per discutere il futuro della produzione e dei posti di lavoro. “Stellantis sta svendendo importanti asset come Iveco e Magneti Marelli”, ha rimarcato.
Al contempo, Landini ha criticato le dichiarazioni della premier Meloni sui dati occupazionali, ribadendo che la crescita del lavoro non ha comportato un miglioramento reale delle condizioni salariali e contrattuali.
Inoltre, il segretario Cgil ha affrontato anche il tema delle forze dell’ordine, sottolineando che sono da anni sotto organico e che l’età media elevata rischia di compromettere la loro efficacia senza un adeguato ricambio generazionale.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Landini: “Non vogliamo cambiare la Costituzione, ma applicarla contro le riforme del governo”






