Milano, 29 gennaio 2026 – A pochi giorni dall’inizio ufficiale dei XXV Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026, che prenderanno il via il 6 febbraio, si accende un dibattito politico e diplomatico sulla presenza degli agenti federali dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) statunitense nel territorio italiano durante l’evento sportivo. La questione ha generato imbarazzo nella coalizione di centrodestra italiana, con dichiarazioni contrastanti e un evidente vuoto di comunicazione da parte del governo italiano. A tal proposito si è espresso Ignazio La Russa a Il Fatto Quotidiano.

La posizione di Ignazio La Russa sul ruolo dell’Ice a Milano Cortina 2026
Il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, figura di spicco di Fratelli d’Italia e uno dei politici più esperti del panorama nazionale, ha espresso una posizione netta in merito. La Russa ha dichiarato che “non si può sindacare la scelta degli Stati Uniti” circa la presenza degli agenti federali dell’Ice nel contesto delle Olimpiadi invernali. Si tratta di una presa di posizione che segna una linea di distacco rispetto alle critiche che erano emerse nei giorni precedenti sull’opportunità di permettere la presenza di una forza di polizia straniera impegnata in arresti e operazioni contro l’immigrazione negli Stati Uniti.
Ignazio La Russa, che in passato ha ricoperto ruoli di primissimo piano come ministro della Difesa e vicepresidente del Senato, nonché presidente reggente di Alleanza Nazionale, ha sottolineato come nelle relazioni internazionali e negli eventi di portata globale si debbano rispettare scelte sovrane di altri Paesi, soprattutto alleati strategici come gli Stati Uniti.
Controversie e dubbi sulla presenza degli agenti federali ICE
La presenza degli agenti federali dell’Ice agli XXV Giochi olimpici invernali ha suscitato polemiche in Italia. L’agenzia americana, nota per le sue rigorose operazioni di controllo sull’immigrazione e per gli arresti effettuati negli Stati Uniti, ha visto la sua presenza sul suolo italiano come un elemento che ha sollevato molte perplessità. Nei giorni scorsi, il governo italiano è apparso incerto, alternando smentite e conferme, senza riuscire a fornire una linea chiara alla stampa e all’opinione pubblica.
La questione si inserisce in un contesto di tensioni politiche interne e di attenzione mediatica internazionale, data l’importanza storica e simbolica dei Giochi olimpici, che vedranno per la prima volta due città ospitanti – Milano e Cortina d’Ampezzo – e coinvolgeranno diverse località della Lombardia, del Veneto e del Trentino-Alto Adige. I giochi si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026, con milioni di spettatori attesi e un forte coinvolgimento delle istituzioni italiane.
Il contesto dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026
I XXV Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026 rappresentano una tappa storica per l’Italia, che ospita la manifestazione per la terza volta nella sua storia, dopo Cortina 1956 e Torino 2006. L’evento, organizzato dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dalla Fondazione Milano Cortina 2026 presieduta da Giovanni Malagò, coinvolge un vasto territorio che comprende anche Rho, Assago, Bormio, Livigno, Predazzo, Rasun-Anterselva e Tesero.
Le cerimonie di apertura e chiusura si svolgeranno rispettivamente allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano e all’Arena di Verona, un’ulteriore novità che sottolinea la portata nazionale dell’evento. La manifestazione è accompagnata da un programma di infrastrutture e opere pubbliche, pensate per lasciare un’eredità duratura alle regioni coinvolte.
In questo clima di festa sportiva e di impegno internazionale si inserisce la complessa vicenda della presenza dell’Ice, che continua a far discutere e a dividere le opinioni politiche, con il presidente del Senato La Russa a indicare la necessità di rispettare le scelte diplomatiche degli alleati americani.






