Milano, 24 febbraio 2026 – Emergono nuovi dettagli sulla complessa vicenda legata all’arresto di Carmelo Cinturrino, il poliziotto coinvolto nella morte di un pusher nel quartiere di Rogoredo, periferia sud-est di Milano. A intervenire sulla questione è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha sottolineato come ci fossero circostanze da approfondire prima di trarre conclusioni definitive.
Le parole di Ignazio La Russa sulla vicenda di Rogoredo
Intervenuto durante la trasmissione “Radio anch’io” su Rai Radio1, La Russa ha spiegato: “Da penalista, non ho fatto nessuna dichiarazione in questa occasione pur essendo uno che sta sempre dalla parte delle forze dell’ordine perché le circostanze avevano necessità di essere approfondite“. Il presidente del Senato ha poi aggiunto che qualora fosse confermato il tentativo di costruire un’azione di legittima difesa inesistente, la risposta dovrebbe essere particolarmente severa. La Russa ha evocato un paragone storico con Giorgio Almirante, richiamando la necessità di una doppia severità verso chi sbaglia, soprattutto se si tratta di un agente delle forze dell’ordine.
Ribadendo la sua posizione, La Russa ha detto: “Io chiedo una grande severità verso i delinquenti, una doppia severità quando a commettere un reato così grave, se mai fosse vero, è un poliziotto. Però attenzione, chiedo una pena doppia per un poliziotto a patto che si dia la pena giusta al bandito“. Ha inoltre avvertito contro il rischio che si parli di “stato di polizia” dimenticando di perseguire con la massima durezza i criminali.
Lo sviluppo delle indagini e il contesto di Rogoredo
La vicenda ha avuto origine il 26 gennaio scorso quando, durante un controllo nel boschetto di Rogoredo, un pusher di 28 anni, Abderrahim Mansouri, è stato ucciso da un colpo di pistola esploso da un agente di polizia, ora fermato con l’accusa di omicidio volontario. L’assistente capo, Carmelo Cinturrino, ha ammesso di aver posizionato la pistola vicino al corpo della vittima per timore delle conseguenze e ha dichiarato di aver sparato per paura dopo aver visto Mansouri mettere la mano in tasca, salvo poi accorgersi che si trattava di un sasso.
Le indagini della procura di Milano stanno cercando di chiarire con esattezza le dinamiche dell’accaduto e se ci sia stato un tentativo di far apparire la sparatoria come legittima difesa. Nel frattempo, il quartiere di Rogoredo continua a essere al centro dell’attenzione per le sue criticità legate alla sicurezza, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine per contrastare lo spaccio e la criminalità.
Ignazio La Russa, politico e avvocato con una lunga carriera parlamentare e attuale presidente del Senato, ribadisce l’importanza di un equilibrio rigoroso tra il rispetto della legge e la tutela degli agenti impegnati nel difficile compito di mantenere l’ordine pubblico in aree sensibili come Rogoredo.






