Roma, 20 marzo 2026 – Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ricorda con profonda stima e affetto Umberto Bossi, figura storica e fondatore della Lega Nord, scomparso ieri a Varese all’età di 84 anni. In un’intervista rilasciata a Il Messaggero, La Russa ha sottolineato il ruolo politico e umano di Bossi, evidenziando la sua capacità di rappresentare il Nord e di dialogare con il centro del potere politico italiano.
La Russa, Bossi e la politica nazionale: il dialogo con Roma
Secondo La Russa, Bossi comprese che per dare peso al Nord era necessario integrarsi nelle istituzioni della Capitale, abbandonando l’idea della secessione che aveva caratterizzato gli esordi della Lega Nord. “Era una persona curiosa e libera”, ha affermato La Russa, ricordando come il Senatùr sapesse portare gli interessi del Nord in un contesto più ampio, grazie anche all’intesa con Silvio Berlusconi a partire dagli anni 2000. Questi incontri furono decisivi per fare della Lega un asse imprescindibile del centrodestra italiano, contribuendo a cambiare la geografia politica del Paese.
La Russa ha inoltre smentito la convinzione che Bossi odiasse Roma: “Il suo mondo era il Nord, ma aveva capito che la guida della nazione era qui, nella Capitale”. Fu anche grazie all’abilità politica di Berlusconi e al contributo di figure come Giuseppe Tatarella e Roberto Maroni che Bossi abbandonò definitivamente la secessione nel 2000, accettando la sfida di influenzare la politica nazionale.

Un gigante della politica italiana
Ignazio La Russa ha definito Umberto Bossi “un gigante per la sua capacità di interpretare l’umore del Nord e di fare scelte utili alla sua parte politica”. La sua intuizione di creare un partito territoriale fu una novità assoluta in Italia: “È stato un inventore e un realista, anche quando si concedeva le sue sparate, che avevano sempre un senso”.
La Russa ha infine espresso il rammarico personale per non essere riuscito a fare visita a Bossi negli ultimi mesi della sua vita, un gesto che avrebbe voluto compiere insieme a Matteo Salvini. “Ho perduto un amico, a cui sono sempre stato molto affezionato”, ha concluso.
Umberto Bossi lascia un’eredità politica e culturale significativa, avendo trasformato la Lega Nord da movimento regionalista a protagonista della scena nazionale italiana.






