La delicata situazione legata all’annunciata vendita del gruppo editoriale Gedi ha acceso un acceso dibattito politico e diplomatico, coinvolgendo giornalisti, sindacati, istituzioni italiane e l’ambasciata russa in Italia. In questo contesto, molteplici attori si sono espressi sull’importanza della tutela dell’occupazione e sulla qualità del giornalismo.
L’ambasciata russa: un appello a Repubblica e La Stampa per un ritorno al giornalismo professionale
Sul fronte diplomatico, l’ambasciata russa in Italia ha espresso un duro giudizio sulle testate La Repubblica e La Stampa, auspicando che con i nuovi proprietari tornino alla tradizione del giornalismo professionale. In un commento pubblicato sul canale Telegram della sede diplomatica, si afferma che fino ad oggi queste testate sono state megafoni di una “sfrenata propaganda antirussa”, abbandonando le radici storiche che le avevano rese simboli del libero giornalismo italiano.
“Ci auguriamo che, con i nuovi proprietari, queste testate possano fare ritorno alla tradizione che è propria del giornalismo professionale, con ricadute positive anche sulla qualità dei materiali pubblicati,” conclude l’ambasciata, sottolineando la necessità di un’informazione più equilibrata e meno politicizzata.
Lo scenario si presenta quindi in evoluzione, con le parti coinvolte chiamate a gestire un passaggio delicato che coinvolge non solo interessi economici e occupazionali, ma anche il ruolo e la funzione dell’informazione nel Paese.





