Addis Abeba, 14 febbraio 2026 – L’Italia è stata ufficialmente invitata a partecipare come Paese osservatore al Board of Peace per la ricostruzione di Gaza, un organismo convocato per coordinare gli sforzi internazionali nella fragile regione mediorientale. L’annuncio è arrivato dalla premier Giorgia Meloni, nel corso di un incontro con la stampa italiana ad Addis Abeba, a margine di eventi internazionali.
La posizione dell’Italia sul Board of Peace
La presidente del Consiglio ha sottolineato che l’invito rappresenta “una buona soluzione” per l’Italia, soprattutto in considerazione della necessità di compatibilità costituzionale legata all’adesione piena al Board of Peace. Meloni ha evidenziato il ruolo cruciale dell’Italia nel Medio Oriente, dove il Paese si è impegnato da tempo per stabilizzare una situazione “molto complessa e fragile”. Per questo motivo, ha affermato, “una presenza italiana ed anche europea è necessaria”. La premier ha inoltre precisato che si sta ancora definendo il livello di partecipazione, dato che l’invito è arrivato solo ieri, ma ha anticipato che l’Italia risponderà positivamente.
Parallelamente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a Monaco di Baviera durante la Conferenza sulla sicurezza, ha confermato l’orientamento del governo italiano a partecipare alla riunione in programma a Washington il prossimo 19 febbraio. Anche in questo caso, la forma di partecipazione (da osservatore o con altre modalità) è ancora da definire. Tajani ha evidenziato l’importanza di essere presenti per contribuire concretamente alla ricostruzione di Gaza e ha spiegato che anche la Commissione europea prenderà parte all’incontro.

La partecipazione europea al Board of Peace
La premier Giorgia Meloni ha annunciato oggi, durante un incontro con la stampa ad Addis Abeba, che la partecipazione italiana alla riunione del Board of Peace per Gaza, convocata giovedì prossimo a Washington dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sarà probabilmente affiancata da quella di altri Paesi europei.
Meloni ha sottolineato come siano in corso discussioni con altri leader europei, in particolare dei Paesi più vicini geograficamente e interessati alla stabilità del Mediterraneo orientale. “Immagino che ci saranno anche altri Paesi europei – ha detto la premier – soprattutto quelli della sponda est del Mediterraneo, che sono più direttamente coinvolti nella crisi. Non saremo gli unici a partecipare, ma stiamo definendo in queste ore la modalità di coinvolgimento tra i vari leader interessati“.
La riunione, che si terrà a Washington sotto l’egida di Donald Trump, si inserisce nel contesto degli sforzi internazionali per la pace e la ricostruzione a Gaza, a seguito del conflitto tra Israele e Hamas che ha provocato enormi perdite umane e una grave crisi umanitaria. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati avviati accordi preliminari tra le parti, tra cui il ritiro parziale israeliano e la restituzione di ostaggi, con la mediazione degli Stati Uniti e la partecipazione di vari attori regionali e internazionali.
Un segnale di impegno internazionale
L’invito al Board of Peace, convocato dal presidente statunitense Donald Trump, giunge in un momento delicato per la regione. L’Italia, sotto la guida di Meloni e Tajani, intende rafforzare la sua presenza diplomatica e il suo ruolo attivo negli sforzi di pace e stabilizzazione. La partecipazione come Paese osservatore consente di mantenere un ruolo significativo senza compromettere le condizioni costituzionali interne.
Questa iniziativa si inserisce nel più ampio quadro della politica estera italiana e europea, che mira a sostenere la stabilità e la ricostruzione in Medio Oriente attraverso la cooperazione multilaterale e l’impegno diretto nei processi di pace.
Il ruolo dell’Italia nel sostegno alla Palestina
Durante l’incontro, Tajani ha evidenziato che l’Italia è in prima linea con un pacchetto di aiuti che prevede il rafforzamento delle strutture sanitarie, il sostegno all’istruzione, la riqualificazione delle abitazioni per gli sfollati e il supporto alle istituzioni palestinesi. Inoltre, il ministro ha riferito di aver avuto colloqui telefonici con il Primo Ministro palestinese Mohammad Mustafa e la ministra Aghabekian, aggiornandoli sulle iniziative italiane, tra cui una nuova evacuazione di 50 bambini palestinesi malati e accompagnatori nelle prossime settimane, lo stanziamento di ulteriori 5 milioni di euro per beni alimentari e l’organizzazione di lanci aerei di aiuti umanitari.
Tajani ha anche ricordato l’azione diplomatica italiana nei confronti del governo israeliano affinché sblocchi gli aiuti umanitari e consenta l’ingresso di beni italiani dalla Giordania. Ha rinnovato l’appello per un cessate il fuoco immediato e il rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas, confermando il sostegno italiano alla mediazione promossa da USA, Qatar ed Egitto.
La visione italiana per la pace e la stabilità
Nel suo intervento su X, Tajani ha ribadito che “per portare pace e stabilità è prioritario continuare l’impegno per l’attuazione del Piano di Pace e per la ricostruzione della Striscia insieme al settore privato“. Il ministro ha sottolineato l’importanza di mantenere il cessate il fuoco e ha definito come obiettivo finale la creazione di due Stati per due popoli, condannando fermamente ogni tentativo di annessione dei territori palestinesi.
Le prospettive di ricostruzione a #Gaza sono state al centro di una riunione oggi a Monaco con i partner europei e regionali alla presenza della Ministra 🇵🇸@VarsenAghShahin. L’Italia è in prima linea con il piano da 60 milioni per aiuti umanitari, rafforzamento delle strutture…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) February 14, 2026
La ministra palestinese Varsen Aghabekian, accolta con grande attenzione, ha ringraziato l’Italia per il contributo alla Conferenza ONU sulla situazione a Gaza e per il sostegno concreto alla governance dell’Autorità Palestinese. Aghabekian, che ha assunto l’incarico di ministra degli Esteri nel giugno 2025, ha espresso soddisfazione per gli impegni adottati a New York, che includono misure per la sicurezza e la soluzione a due Stati.
L’incontro di Monaco rappresenta un momento chiave nell’azione diplomatica internazionale per affrontare la crisi umanitaria e politica in Medio Oriente, con l’Italia che conferma il proprio ruolo attivo e strategico nel sostegno al popolo palestinese.






