“Un conflitto non si risolve in una notte”: Guido Crosetto, ministro della Difesa, non ha usato mezzi termini commentando l’ultimatum lanciato da Donald Trump all’Iran. Quando si tratta di scontri tra potenze globali e regimi complessi, le cose si complicano, e i tempi si allungano. Nessuno Stato, avverte Crosetto, cede così facilmente o in fretta come qualcuno potrebbe sperare. Quel che sembra un’imposizione immediata, in realtà, apre un dibattito sulle reali possibilità di una vittoria rapida e definitiva sul terreno.
Iran: Crosetto sull’ultimatum di Trump
Per Crosetto, la resistenza di un paese dipende soprattutto dalla sua gente, dalla capacità di sopportare sacrifici e conflitti lunghi. Prendiamo l’Afghanistan: nessuno è riuscito a conquistarlo in poco tempo e portare stabilità. Allo stesso modo, l’Iran non è un paese che si sgretola solo perché pressato dall’esterno. Questo perché, a differenza di altri, il regime iraniano ha azzerato ogni possibile alternativa politica interna, usando repressioni, arresti, violenze e omicidi mirati.
In pratica, il governo degli ayatollah tiene non solo con la forza militare, ma anche soffocando ogni opposizione interna. Così, qualsiasi tentativo di cambiamento dall’interno diventa molto difficile.
Ucraina, Medio Oriente e scenari di guerra
Durante l’intervista a “Cinque Minuti”, Crosetto ha ricordato la lunga guerra in Ucraina, ormai al quarto anno, con un popolo che resiste a fatica ma non molla. Sullo sfondo del Medio Oriente, ipotizza che la situazione con l’Iran potrebbe scaldarsi ancora di più, con attacchi più pesanti da parte degli Stati Uniti.
Il ministro spera che anche il conflitto con l’Iran non degeneri in una escalation incontrollata, così come si auspica per l’Ucraina e altri teatri di guerra nel mondo. Ma avverte: la situazione è delicata e finora Washington e Tel Aviv hanno sottovalutato la capacità militare iraniana. Basti ricordare la guerra dei dodici giorni, quando si pensava che l’Iran avrebbe ceduto facilmente. Invece la realtà ha detto tutt’altro.
Le previsioni di una caduta rapida si sono rivelate sbagliate, dimostrando quanto sia complicato prevedere cosa succede con regimi così radicati, soprattutto quando non ci sono alternative interne valide. Qualsiasi soluzione richiederà tempo e molta pazienza, molto più di quanto si immagini di solito, e le conseguenze andranno ben oltre un singolo mese o un episodio drammatico.






