Roma, 5 febbraio 2026 – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato che la prossima settimana sarà presentato un disegno di legge sull’immigrazione che includerà, fra le altre misure, il cosiddetto blocco navale. La novità riguarda l’interdizione delle acque territoriali italiane per contrastare gli sbarchi non autorizzati, con la possibilità di trasferire i migranti in Paesi terzi considerati sicuri per l’espletamento delle procedure di asilo, qualora esistano accordi bilaterali in tal senso. L’annuncio è stato fatto in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.
Piantedosi spiega il pacchetto immigrazione
Il ministro Piantedosi ha spiegato che il disegno di legge sull’immigrazione è parte di un più ampio pacchetto legislativo che mira a fornire un supporto normativo in vista dell’entrata in vigore, prevista entro giugno, delle nuove disposizioni europee in materia. Questo intervento legislativo è pensato per integrare e aggiornare la legislazione italiana, rendendola più efficace nel fronteggiare le sfide legate ai flussi migratori.
In particolare, il blocco navale rappresenta uno strumento di interdizione delle acque territoriali, con l’obiettivo di limitare l’ingresso irregolare via mare. La misura prevede che, nel caso in cui siano attivi accordi con Paesi terzi sicuri, le persone intercettate possano essere trasferite in quei territori per le procedure di asilo, evitando così l’arrivo diretto sulle coste italiane.
Aggiornamenti sul decreto sicurezza e misure correlate
Parallelamente al disegno di legge sull’immigrazione, il Governo ha approvato un decreto legge sulla sicurezza composto da 33 articoli, mentre il disegno di legge si compone di 29 articoli. Fra le novità più rilevanti introdotte si segnala l’istituzione del fermo di prevenzione, misura che consente di trattenere per un massimo di due ore una persona in un ufficio di polizia qualora sussistano fondati indizi circa il rischio che possa commettere reati in occasione di manifestazioni pubbliche.
Il ministro Piantedosi ha sottolineato che il fermo preventivo “non è una misura liberticida”, poiché è previsto un immediato coinvolgimento dell’autorità giudiziaria che può disporre la liberazione qualora non ne ricorrano le condizioni. La norma si applica a casi con “condizioni indiziarie molto importanti” e mira a prevenire reati in contesti di particolare tensione, come quelli osservati di recente durante manifestazioni in diverse città italiane.
Inoltre, il decreto estende la possibilità di confisca di autoveicoli e altri beni utilizzati per facilitare la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti, al fine di contrastare in modo più incisivo il crimine organizzato legato alla droga.
Misure aggiuntive e interlocuzione istituzionale
Il decreto legge sulla sicurezza include anche un pacchetto di norme che proibisce la partecipazione a manifestazioni pubbliche a persone condannate per reati gravi, tra cui terrorismo, lesioni a agenti delle forze dell’ordine, e devastazione. Chi viola tali divieti rischia pene che vanno da quattro mesi a un anno di reclusione.
Piantedosi ha inoltre evidenziato l’“interlocuzione proficua con il Quirinale” durante l’iter di approvazione delle misure, ribadendo che il testo mantiene le sue caratteristiche originarie nonostante le osservazioni ricevute.
Sul fronte della sicurezza urbana, per la vendita di armi improprie ai minori, il decreto prevede sanzioni amministrative severe, con multe fino a 12 mila euro e revoca della licenza in caso di recidiva, con vigilanza affidata all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Piantedosi: “Nessuna accelerazione a seguito degli incidenti a Torino”
Interrogato sulla possibilità che gli incidenti avvenuti durante una manifestazione a Torino abbiano spinto il Governo ad accelerare sull’approvazione delle norme di sicurezza, Piantedosi ha chiarito che “si tratta di norme di cui si parlava già da tempo” e che i tragici fatti non hanno influito sulle scelte legislative. Il pacchetto sicurezza, infatti, è frutto di una valutazione sistematica condotta insieme ai tecnici di Palazzo Chigi e al sottosegretario Mantovano, orientata a distinguere le misure organizzative e ordinamentali da quelle con efficacia diretta, inserite nel decreto legge.
Piantedosi: sanzioni pecuniarie responsabilizzeranno gli organizzatori di manifestazioni
Piantedosi ha spiegato che nel decreto sicurezza sono state introdotte norme relative all’obbligo di preavviso per le manifestazioni. La mancata osservanza di questo obbligo comporterà misure pecuniarie significative, che, pur non configurandosi come una cauzione, mirano a responsabilizzare chi presenta il preavviso di una manifestazione. Le dichiarazioni sono state rilasciate in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, in risposta alle ipotesi avanzate in queste settimane dalla Lega riguardo l’introduzione di una cauzione per gli organizzatori.
Il ministro ha inoltre anticipato che la prossima settimana verrà esaminato un pacchetto più ampio di norme sull’immigrazione, con l’obiettivo di supportare l’entrata in vigore entro giugno delle nuove regole europee. Tra le misure previste, ha citato anche quella nota in chiave giornalistica come “blocco navale”, che prevede l’interdizione delle acque territoriali e la possibilità, dove esistono accordi con Paesi terzi sicuri, di trasferire le persone in altre sedi per l’espletamento delle procedure di asilo.
Per approfondire: Dl sicurezza, registro separato per reati con causa di giustificazione e nuove restrizioni ai condannati






