Roma, 4 febbraio 2026 – Nel corso di una seduta straordinaria della Camera dei Deputati, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha svolto un’informativa urgente sull’ipotizzata presenza di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti durante i prossimi Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. La presenza di questa agenzia federale statunitense, al centro di aspre polemiche politiche e sociali, ha sollevato interrogativi in merito alla sicurezza e alla sovranità nazionale durante l’importante evento internazionale.
La posizione del Ministro Piantedosi sull’ICE a Milano-Cortina
Durante il suo intervento in Aula, il ministro Piantedosi ha chiarito che la presenza degli agenti dell’ICE in Italia non comporterà attività operative di polizia sul territorio nazionale. “L’ICE non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale,” ha precisato, sottolineando che la sicurezza e l’ordine pubblico saranno garantiti esclusivamente dalle Forze di Polizia italiane. Gli agenti statunitensi, ha aggiunto, saranno impegnati unicamente in attività di analisi e scambio informativo con le autorità italiane, in linea con un accordo bilaterale risalente al 2009 e ratificato nel 2014, periodo in cui il Partito Democratico era al governo.
Il ministro ha inoltre ricordato che la collaborazione con l’ICE si basa su solide basi giuridiche e ha citato come esempio una recente operazione congiunta che ha portato allo smantellamento di una rete internazionale di pedopornografia online, grazie al contributo tecnologico e investigativo degli agenti americani.
Le tensioni con le opposizioni
Tuttavia, l’informativa non è stata priva di tensioni politiche. Da un lato la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, ha criticato duramente Piantedosi per non aver menzionato i casi di violenza attribuiti all’ICE negli Stati Uniti, come gli omicidi di Renee Nicole Good e Alex Pretti a Minneapolis. Braga ha definito inaccettabile la presenza di un corpo di polizia federale americano sul territorio italiano e ha sottolineato che i Giochi Olimpici non devono essere “sporcati” da simili vicende.
Dall’altro lato, la deputata di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, ha difeso l’ICE ricordando che si tratta di un’agenzia utilizzata da tutti i presidenti americani, inclusi Obama e Biden, e che il record delle espulsioni è stato raggiunto proprio sotto la presidenza Obama, senza che allora si levassero proteste simili.
In Aula alcuni deputati di Avs hanno indossato spille con la scritta “ICE out“ per manifestare il loro dissenso nei confronti della presenza degli agenti americani durante i Giochi.
Sicurezza e immagine dell’Italia ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026
Nel corso dell’informativa, il ministro Piantedosi ha evidenziato come questa venticinquesima edizione delle Olimpiadi rappresenti un’opportunità per valorizzare l’immagine dell’Italia a livello internazionale e per unire tutte le forze politiche attorno ai valori dello sport e del Tricolore. Ha sottolineato che i valori olimpici possono contribuire a mitigare tensioni internazionali e a promuovere la prevenzione dell’estremismo violento e del terrorismo.
In vista dell’evento, è stato predisposto un articolato Piano di Sicurezza che prevede l’impiego di circa 6.000 unità di rinforzo delle Forze di Polizia nelle sei province interessate dai Giochi, oltre che a Venezia e Varese, sedi aeroportuali di ingresso. Tra le unità impiegate vi saranno specialisti quali artificieri, unità cinofile antisabotaggio, tiratori scelti, sciatori, manovratori di corda e nuclei antiterrorismo.
Piantedosi ha assicurato il massimo impegno del governo e del Viminale per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico durante le Olimpiadi, rimarcando che non verrà deviato di un centimetro dalla linea intrapresa per la buona riuscita di questa importante manifestazione sportiva.
Infine, il ministro ha respinto come “completamente infondata” la preoccupazione che gli agenti ICE possano riprodurre in Italia le stesse modalità operative criticate negli Stati Uniti, affermando che si tratta di una polemica senza fondamento che l’informativa stessa ha voluto definitivamente chiarire.






