Roma, 7 gennaio 2026 – Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affrontato oggi, nel programma televisivo “Cinque Minuti”, alcune delle questioni internazionali più rilevanti, soffermandosi in particolare sulla situazione in Venezuela, il conflitto in Ucraina e le tensioni geopolitiche legate alla Groenlandia.
Tajani sulla crisi venezuelana: stabilità e aiuto alla popolazione civile
Il ministro Tajani ha sottolineato che la priorità in Venezuela è evitare una guerra civile e garantire la stabilità del Paese, dove risiedono circa 170.000 cittadini con passaporto italiano. «La prima cosa da fare è impedire che ci sia una guerra civile e far sì che la situazione si calmi. Poi bisogna lavorare per una crescita economica», ha affermato Tajani, citando l’esortazione di Papa Leone a stare vicini alla popolazione civile.
Tajani ha ribadito che l’Italia non riconosce il regime di Nicolás Maduro e non intende sostenerlo, ma punta a un aiuto concreto per la popolazione civile: «Sto pensando a cosa poter fare, per esempio tramite la Caritas, per aiutare gli ospedali, come abbiamo fatto per Gaza e per il Sudan». L’attenzione italiana, ha specificato, è rivolta esclusivamente alle persone comuni e non al governo venezuelano.
Sul fronte del governo italiano, la premier Giorgia Meloni ha recentemente coordinato con Tajani e il collega vicepremier Matteo Salvini una linea comune sulle questioni internazionali, inclusa la delicata crisi venezuelana, a seguito di un periodo di dibattito interno e distinguo politici.
Ucraina e Groenlandia: più Europa e una linea chiara
Riguardo al conflitto in Ucraina, Tajani ha ribadito che l’Italia non invierà truppe sul terreno, ma continuerà a sostenere Kiev con aiuti militari, finanziari e politici. «Non siamo in guerra con la Russia e non riteniamo giusto inviare soldati italiani», ha spiegato, evidenziando che l’Italia sta anche valutando il proprio impegno in altri teatri come Gaza. Tajani ha inoltre annunciato che il governo italiano proporrà un sistema di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, ispirato all’articolo 5 della NATO, che prevede un intervento militare solo in caso di aggressione esterna.
Sul tema della Groenlandia, Tajani ha escluso che gli Stati Uniti abbiano intenzione di invadere il territorio, ricordando che l’ipotesi di acquisto avanzata da alcuni rappresentanti americani è più che altro un messaggio geopolitico rivolto a Cina e Russia. Ha ribadito il sostegno italiano e europeo alla sovranità danese sul territorio groenlandese, sottolineando l’importanza strategica dell’Artico e la necessità di rafforzare la difesa comune europea.
Questi interventi si inseriscono nel contesto di un’Italia che, secondo Tajani, deve puntare su un’Europa più coesa e incisiva nel panorama geopolitico globale, affrontando le sfide che vanno dalla Groenlandia all’Ucraina e al Venezuela con unità e determinazione.
In attesa delle prossime comunicazioni ufficiali, Tajani potrebbe riferire al Parlamento entro metà gennaio sulle crisi internazionali in corso, mentre sul fronte politico interno si registrano tensioni e critiche da parte delle opposizioni e di alcuni alleati di governo sulla gestione diplomatica, in particolare per quanto riguarda i rapporti con la Francia e la linea da adottare in Ucraina.






