Roma, 12 marzo 2026 – “Contrariamente a chi minimizza, definendo queste misure” del governo “‘inefficaci’ o semplice ‘rumore politico’, questo dossier sostiene che ci troviamo di fronte a un tassello organico di un progetto eversivo. Non si tratta di norme simboliche, ma di un impianto sistematico volto a trasformare progressivamente lo Stato di diritto in uno Stato di polizia, di fatto esautorando le garanzie costituzionali a tutela dell’esercizio di molte libertà civili, innanzitutto quella di riunione e di manifestazione del pensiero”. E’ quanto scritto nell’introduzione del dossier “Assalto alla Costituzione” dei Giuristi Democratici sul di Sicurezza presentato al Senato con Avs.
Dallo Stato di diritto allo Stato di polizia
“Questa spirale securitaria non è casuale: è l’esito di una volontà politica precisa, alimentata da biografie pericolose che affondano le radici nel fascismo e guardano con favore a modelli sociali suprematisti, ormai egemoni a livello internazionale, tanto nella Russia di Putin quanto negli Stati Uniti di Trump“.
Per i giuristi democratici “l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dell’ultimo Decreto legge sicurezza, lo scorso 5 febbraio, non rappresenta un episodio isolato, ma il culmine di una strategia che impone una riflessione profonda sulla tenuta democratica delle nostre istituzioni”.
“In un Paese statisticamente sicuro, il potere politico della Destra agisce tramite la costruzione di un nemico sociale da colpire e ingabbiare”. “Le norme introdotte nel Decreto legge n. 23/2026 colpiscono direttamente i pilastri fondamentali e le garanzie costituzionali della nostra Repubblica, violando tutta una serie di articoli della nostra Carta fondamentale che si pongono a garanzia del dissenso politico e dell’esercizio dei diritti civili”.






