Gianmarco Mazzi ha giurato al Quirinale, diventando ufficialmente ministro del Turismo. Un momento carico di significato, che segna un cambio importante nel governo Meloni. Fino a ieri sottosegretario alla Cultura con delega allo spettacolo, Mazzi prende ora le redini di un settore cruciale per l’Italia, un pilastro dell’economia nazionale. La nomina, voluta dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pone fine al periodo in cui la stessa Meloni aveva tenuto l’incarico ad interim.
Il giuramento di Gianmarco Mazzi
La cerimonia ha visto la presenza del Segretario Generale della Presidenza, Ugo Zampetti, e del generale Gianni Candotti, Consigliere Militare del Presidente. Al Quirinale, accanto a Mattarella e Meloni, c’era anche il sottosegretario Alfredo Mantovano. Mazzi è arrivato accompagnato da Rita Rubini, sua caposegreteria, a sottolineare il passaggio ufficiale verso un ruolo di peso nelle istituzioni.
Il neo ministro ha subito messo in luce l’importanza del settore, definendolo “un mondo pieno di fascino e grandi professionalità”. Ha sottolineato quanto sia necessario un impegno costante e attento per valorizzare un comparto che resta uno dei pilastri dell’economia italiana. Il turismo coinvolge milioni di lavoratori e dà un contributo decisivo al Pil, grazie alle ricchezze culturali, paesaggistiche e artistiche che attirano visitatori da tutto il mondo.
Nel suo discorso, Mazzi ha ringraziato il Presidente Mattarella e il premier Meloni per la fiducia, senza dimenticare il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Ha ribadito l’intenzione di mantenere una collaborazione stretta con il dicastero della Cultura, segno di una visione integrata tra promozione turistica e tutela del patrimonio.
Il settore deve affrontare sfide complesse: rinnovare le infrastrutture, potenziare i servizi digitali per i turisti e rafforzare la sostenibilità ambientale delle destinazioni. Mazzi eredita un compito che richiede competenze ampie e una guida capace di conciliare sviluppo economico e salvaguardia del territorio. Il suo riconoscimento pubblico delle “grandi professionalità” presenti nel settore invita a tenere alta la guardia su formazione e innovazione.
Cambio al Vertice e retroscena della nomina nel Governo Meloni
La nomina di Mazzi arriva dopo le dimissioni di Daniela Santanchè dal Ministero del Turismo, avvenute il 25 marzo scorso. Nel frattempo, la premier Meloni aveva assunto il ruolo di ministro ad interim, in attesa di individuare un successore. Mazzi, già sottosegretario alla Cultura, rappresenta una figura di continuità, ma con un ruolo ampliato e cruciale nel turismo.
Il decreto firmato dal Capo dello Stato su proposta della premier riflette una scelta condivisa all’interno della maggioranza di centrodestra. La nomina punta a integrare i settori cultura e turismo, affidando il compito a un professionista con esperienza consolidata nella gestione di grandi eventi e nella promozione culturale. Mazzi ha in curriculum la conduzione di manifestazioni come il Festival di Sanremo e l’organizzazione di eventi televisivi e musicali di rilievo nazionale.
Il governo Meloni conferma così l’attenzione a mettere al centro competenze specifiche per rispondere alle esigenze di settori vitali per il Paese. Mazzi, oltre al ministero, mantiene anche il suo ruolo di deputato nella XIX legislatura. Il giuramento al Quirinale sancisce ufficialmente il suo ingresso nel governo, con il compito di guidare le politiche turistiche sulla ripresa post-pandemia, sull’attrazione di investimenti e sull’internazionalizzazione dell’Italia come meta privilegiata per viaggi e turismo culturale.






