Roma, 20 febbraio 2026 – Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha voluto rassicurare sull’integrità dell’iconica figura dell’uomo Vitruviano, protagonista recente di controversie legate alla sua rappresentazione mediatica. Nel corso del suo intervento al Forum in Masseria 2026, dedicato alla cultura come motore di sviluppo, Giuli ha sottolineato che l’apparato riproduttivo e sessuale dell’uomo Vitruviano è in ottime condizioni e che l’opera, custodita a Venezia, è affidata a mani competenti e pubbliche.
Le polemiche e la posizione del ministro Giuli
L’episodio che ha scatenato il dibattito riguarda alcune clip prodotte per le Olimpiadi invernali, nelle quali si è registrato un “eccesso di zelo” da parte della post produzione legata al Comitato olimpico, e non da parte della Rai o del Ministero della Cultura, che come ha ironizzato Giuli “tende a svestire lo svestibile, come il gabinetto di Pompei”. La questione ha sollevato una serie di polemiche, ma il ministro ha invitato a superarle con la consapevolezza che l’opera e la sua integrità sono tutelate e possono essere ammirate nei luoghi più prestigiosi d’Italia.
Durante il suo discorso, il ministro ha anche affrontato temi più ampi riguardanti la cultura in Italia, ricordando che “con la cultura si mangia, se si usano bene i soldi dei contribuenti”. Ha spiegato che per ogni euro investito nel settore si possono ricavare tre euro, a patto che gli investimenti siano gestiti con competenza e lungimiranza.
La valorizzazione del patrimonio culturale
L’intervento di Giuli al Forum in Masseria ha toccato anche altri punti importanti della sua agenda. In primo luogo, ha annunciato che il celebre dipinto Ecce Homo di Antonello da Messina avrà una nuova residenza a L’Aquila, capitale italiana della cultura nel 2026, per poi essere esposto in altre città italiane come Messina, Firenze e Roma. L’opera, simbolo di bellezza e storia, sarà messa a disposizione del pubblico nei musei più importanti, contribuendo a diffondere la cultura e a stimolare la crescita economica attraverso il patrimonio artistico.
Il ministro ha inoltre espresso soddisfazione per le recenti nomine nei musei di seconda fascia, scelte da una commissione indipendente e finalizzate a premiare non solo l’esperienza museale ma anche le competenze manageriali. “Sono nomi che rientrano perfettamente nel canone di professionalità richiesto: persone capaci di gestire sia i servizi aggiuntivi sia l’interazione tra pubblico e privato”, ha precisato Giuli.
Un altro tema affrontato riguarda la libertà editoriale: “Gli editori sono tutti liberi, purché operino entro i limiti stabiliti dalla Costituzione”. Il ministro ha ribadito che “tutto ciò che è fuori dalla Costituzione non ha diritto di cittadinanza, né nelle fiere né nei musei”, sottolineando la necessità di rispettare principi fondamentali anche nel contesto culturale.





