Roma, 9 aprile 2026 – Ginella Vocca, direttrice e fondatrice del MedFilm Festival, ha annunciato con una lettera indirizzata al ministro della Cultura Alessandro Giuli le proprie dimissioni dalla Commissione Cinema selettiva del MIC. La decisione arriva in seguito alle tensioni emerse per la mancata assegnazione di fondi pubblici al documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, dedicato al ricercatore italiano vittima di tortura e omicidio in Egitto.
Le ragioni delle dimissioni di Ginella Vocca
Nella missiva, Vocca spiega di aver atteso il discorso del ministro Giuli in Parlamento, che ha condiviso sia nella forma sia nella sostanza, prima di decidere di rassegnare le dimissioni. La direttrice sottolinea di essersi fermamente opposta alla bocciatura del documentario su Giulio Regeni, opponendosi sia verbalmente che per iscritto ai propri colleghi della Commissione, evidenziando come la decisione fosse errata sotto ogni profilo.
Tuttavia, ha riconosciuto che le divergenze all’interno della Commissione erano molteplici e ha cercato di contribuire dall’interno, difendendo altri progetti che rischiavano di essere esclusi per motivi a lei incomprensibili. Vocca ha inoltre motivato la sua resistenza con la necessità di evitare un indebolimento della Commissione, soprattutto in considerazione dell’importanza delle delibere per centinaia di operatori del settore cinematografico in attesa.
Nonostante la scelta di lasciare l’incarico, Vocca esprime fiducia nel fatto che, come annunciato dal ministro Giuli, il sistema di erogazione dei fondi cinematografici potrà essere ricostruito in tempi rapidi per il bene dell’intero settore.
La situazione delle Commissioni Cinema e Audiovisivo
Le dimissioni di Vocca si inseriscono in un contesto di intensa attività delle due Commissioni Cinema e Audiovisivo istituite dal Ministero della Cultura, che da fine 2024 sono al lavoro presso la Direzione Cinema e Audiovisivo guidata da Nicola Borrelli. Le commissioni, suddivise in “Produzione” (15 membri) e “Promozione” (12 membri), sono chiamate a valutare centinaia di film e progetti per l’assegnazione di contributi selettivi.
L’attuale composizione dei 27 esperti è frutto di nomine discrezionali da parte del ministro Giuli, che ha esercitato piena autonomia nella scelta dei commissari, senza procedure trasparenti o inviti pubblici a candidature. Questi esperti svolgono un lavoro gravoso, per il quale da quest’anno è previsto un compenso annuo di circa 15.000 euro, oltre a un budget per il funzionamento delle commissioni.
La vicenda del documentario su Giulio Regeni, ritenuto non meritevole di contributi dalla Commissione, ha sollevato un acceso dibattito nel settore, evidenziando le difficoltà di bilanciare valutazioni artistiche, politiche e culturali in un momento di forte attenzione internazionale sulla memoria e sulla giustizia legate alla tragica morte del ricercatore italiano.




