Roma, 14 febbraio 2026 – L’ex presidente del Consiglio e attuale Commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni ha rilasciato un’intervista a La Stampa in cui commenta il recente discorso di Friedrich Merz, leader della CDU tedesca, definendolo un segnale importante per il risveglio dell’Europa. Gentiloni ha sottolineato come Merz abbia risposto efficacemente a un anno di distanza dalle critiche rivolte ai governi europei da J.D. Vance, che aveva accusato l’Europa di abbandonare la propria civiltà.
Gentiloni: Merz e il ritorno a una voce europea forte
Gentiloni ha evidenziato che il discorso del cancelliere tedesco, in sintonia con il presidente francese Emmanuel Macron, è stato un messaggio chiaro a difesa dei valori e delle scelte europee. Questo è stato fatto anche con un invito rivolto ai sostenitori del movimento MAGA in Germania e in Europa, per sottolineare l’importanza di una posizione europea unitaria di fronte alle sfide globali.
L’ex premier ha ribadito come l’Europa sia “sotto assedio”, una percezione condivisa da molti leader dei Ventisette, e che la risposta a questa situazione richieda un forte ruolo diplomatico e politico da parte dell’Italia.

Ruolo dell’Italia nel contesto europeo e transatlantico
Gentiloni ha poi affrontato il tema delle relazioni tra Italia, Germania e Francia, precisando che il punto cruciale è la chiarezza dell’Italia nel definire il proprio ruolo e i propri obiettivi all’interno dell’Unione Europea. Ha riconosciuto il valore del cosiddetto “motore italo-tedesco“, auspicando che le politiche di sostegno alla crescita tedesca, come il piano di spesa pubblica da 500 miliardi previsto per il prossimo decennio, portino benefici anche all’industria italiana. Tuttavia, ha insistito sul fatto che l’azione diplomatica italiana deve perseguire interessi europei comuni e non solo nazionali, promuovendo in particolare iniziative come gli Eurobond.
Gentiloni ha invitato il Governo italiano, e in particolare la premier Giorgia Meloni, a essere più entusiasta nel sostenere gli Eurobond, definendoli una precondizione indispensabile per un’Europa sovrana. Ha inoltre precisato che un safe asset europeo non deve essere visto come un modo per scaricare i debiti nazionali sugli altri Paesi, ma come un elemento fondamentale per rafforzare la sovranità economica del continente.
L’ex premier ha infine ricordato che l’Europa deve evitare di cadere nella trappola di una prevalenza delle dimensioni nazionali rispetto a quelle europee, sottolineando che la forza economica tedesca deve essere impiegata nell’interesse comune europeo, a vantaggio di tutti i Paesi membri.






