Primo scossone per la Lega in Emilia-Romagna con l’ingresso di Guglielmo Golinelli nelle fila di Futuro Nazionale, il partito guidato dall’ex generale Roberto Vannacci. Deputato nella scorsa legislatura e oggi segretario della Lega a Modena, Golinelli ha deciso di cambiare schieramento dopo 18 anni di militanza, citando “un crescente disagio” dovuto a una linea politica percepita come poco chiara e a un progressivo abbandono della rappresentanza agricola, settore ritenuto centrale per l’identità e il futuro del Paese. Il politico modenese, che ricopre anche il ruolo di consigliere comunale a Mirandola, ha spiegato che le divergenze riguardano temi quali il Green Pass, il voto al Presidente della Repubblica e la guerra in Ucraina.
Vannacci evidenzia le tensioni nella maggioranza
L’ingresso di Futuro Nazionale nell’arena politica ha già prodotto effetti concreti sul governo, spingendo l’esecutivo a porre la fiducia su specifici provvedimenti. “Ci sono segnali di timore nella coalizione, perché senza la fiducia alcuni emendamenti, in particolare quelli sull’invio di armi all’Ucraina, avrebbero potuto essere approvati”, ha affermato Roberto Vannacci, presidente del nuovo partito, ospite a Start su Sky TG24. Vannacci ha definito la propria forza politica come un soggetto identitario, dialogante con il centrodestra ma pronto a rimettere la “barra dritta” nella direzione dei valori del partito.
Futuro Nazionale mantiene un approccio critico verso il governo
Interlocuzioni informali con i principali partiti di centrodestra sono in corso, ma Futuro Nazionale mantiene un posizionamento critico sul governo, in particolare sulla questione dell’invio di armamenti all’Ucraina. Vannacci ha chiarito che il sostegno alla maggioranza avviene in modo selettivo e non implica un’integrazione automatica nella coalizione, aprendo alla possibilità di correre anche da soli alle elezioni politiche del 2027 qualora le condizioni non risultassero favorevoli.
Nessun dialogo con altri movimenti o figure mediatiche
Futuro Nazionale ha escluso qualsiasi contatto con esponenti come Fabrizio Corona o movimenti come Italexit, Sud chiama Nord e Il Popolo della Famiglia. “Non ci sono interlocuzioni in corso con questi soggetti, né interesse a esplorare le loro posizioni”, ha sottolineato Vannacci. Ha precisato che il partito è rappresentato alla Camera da tre deputati che hanno aderito senza affiliarsi ad altri simboli politici, confermando la volontà di mantenere un’identità autonoma pur condividendo alcuni valori con altre realtà come Il Popolo della Famiglia, con cui sono state condotte elezioni locali in Toscana.






