La scena politica interna a Forza Italia cambia rapidamente: Maurizio Gasparri lascia il ruolo di capogruppo al Senato, aprendo la strada alla nomina di Stefania Craxi. L’avvicendamento, con il placet di Marina Berlusconi, segna un nuovo equilibrio all’interno della maggioranza e arriva mentre il governo Meloni affronta una fase di crescente tensione (che ha portato anche alle recenti dimissioni anche di Daniela Santanché, Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi). L’assemblea che ha formalizzato il passaggio di consegne è durata solo 20 minuti, con un voto per acclamazione che entrambe le parti hanno definito “normale” e pianificato da tempo. Craxi minimizza l’influenza della sconfitta referendaria, mentre Antonio Tajani sottolinea su X (ex Twitter) come il cambio dimostri un partito “vivo e capace di confrontarsi con il popolo”.
Il contesto politico: tensioni e dimissioni a catena
Il cambio ai vertici di Forza Italia si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Nei giorni precedenti si erano già dimessi Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, mentre i sondaggi mostrano un lieve sorpasso del centrosinistra. Critica severa arriva dal Pd, con Elly Schlein che definisce il governo “in caduta sotto il peso della propria arroganza”. Intanto, Tajani fa capire che la stabilità interna è un tema delicato, arrivando a minacciare di lasciare se il suo alleato Paolo Barelli alla Camera fosse sfiduciato.
Craxi chiarisce: “Cambio programmato, nessuno strappo”
La nuova capogruppo Stefania Craxi spiega che la sostituzione di Gasparri era una transizione pianificata: “Ne avevamo discusso nelle settimane precedenti, ma era stata temporaneamente sospesa per il referendum. Non è stato il referendum a determinarlo, semmai lo ha solo ritardato”. Craxi evidenzia la serenità del passaggio di consegne e il sostegno di Tajani, smentendo presunti scontri o tensioni interne. Sul rapporto con Marina Berlusconi, aggiunge: “Non ha interferito e ha rispettato le dinamiche del partito”. Rassicura inoltre sulla leadership di Tajani: “Non è in discussione. Forza Italia si fonda sui valori, non su antipatie personali, e con Gasparri lavorerò in piena armonia”.
La continuità politica e la battaglia sulla giustizia
Nonostante il cambio ai vertici, Craxi assicura che il partito continuerà a impegnarsi sulla riforma della giustizia. La senatrice ribadisce l’intenzione di portare avanti la linea politica condivisa, confermando che le dinamiche interne non influiranno sull’agenda legislativa e sul contributo di Forza Italia alle iniziative del governo.
Tajani alza la posta: l’ipotesi di addio
Il clima resta teso sul fronte dei rapporti interni. Dopo la nomina di Craxi e la sfiducia di Gasparri, Antonio Tajani reagisce con una minaccia diretta: se anche Paolo Barelli, suo stretto collaboratore alla Camera, venisse sfiduciato, non esiterebbe a dimettersi. La mossa evidenzia quanto la stabilità del partito sia legata ai rapporti tra vertici e fedelissimi, in un momento delicato per la maggioranza.






