Milano, 29 gennaio 2026 – Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha definito Roberto Vannacci un’“anomalia” all’interno della Lega, sottolineando che la decisione sul suo futuro spetterà al segretario del partito. La dichiarazione è stata rilasciata in occasione della presentazione del Salone del Mobile a Milano, in un momento di tensione interna al movimento.
Fontana: “Vannacci è un’anomalia dentro la Lega”
Fontana ha commentato senza mezzi termini la situazione creatasi attorno a Vannacci, vicesegretario federale della Lega ed europarlamentare, evidenziando come il comportamento del generale in politica rappresenti un elemento di discontinuità rispetto alla linea ufficiale del partito. “Creare circoli, fare manifestazioni al di fuori del partito, depositare un nuovo logo e aprire un nuovo sito” sono azioni che, secondo Fontana, configurano un’anomalia all’interno della Lega. Pur riconoscendo che le diversità di opinione possono arricchire un partito, il presidente lombardo ha chiarito che l’eventuale giudizio definitivo spetta al segretario Matteo Salvini.
Il generale non si accontenta: “Voglio il 20 per cento”
Dal canto suo, Roberto Vannacci, intervistato dal Corriere della Sera, ha ribadito la sua ambizione politica dichiarando di non volersi limitare al 2% di consensi, ma di puntare molto più in alto, fino al 20%. Il generale, che ha assunto la carica di vicesegretario federale della Lega nel 2025 dopo una lunga carriera militare, ha definito il suo nuovo simbolo semplicemente “un simbolo”, senza esplicitare se rappresenti un movimento o un partito a sé stante. Ha inoltre smentito legami nostalgici con l’MSI e ha confermato di non aver comunicato in anticipo a Salvini i suoi progetti, sottolineando di non avere rapporti stretti con molti dirigenti del partito, fatta eccezione per un rapporto franco e sincero con il segretario.
Il riferimento al motto “Io me ne frego”, spesso associato a Vannacci, è stato spiegato come un’espressione di un modo intenso di vivere e non come una provocazione verso altri esponenti della Lega, come il presidente veneto Zaia, con cui non ha rapporti personali.






