Roma, 18 febbraio 2026 – Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, nel corso di un intervento che ha fatto il punto sulle criticità attuali e sulle prospettive del comparto giornalistico italiano ha dichiarato che la Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) ribadisce con forza la necessità di un maggiore finanziamento al settore dell’informazione, sottolineando come questa rappresenti un pilastro fondamentale per la democrazia.
Costante, l’informazione come settore vitale per la democrazia
“L’informazione va finanziata di più, non di meno“, ha affermato Costante, evidenziando che la differenza non sta solo nella quantità ma soprattutto nel modo in cui vengono utilizzati i fondi pubblici destinati all’editoria. La segretaria ha criticato la gestione dei finanziamenti, spesso impiegati per favorire i prepensionamenti e lo svuotamento delle redazioni anziché sostenere concretamente le aziende editoriali e la qualità del lavoro giornalistico.
“Spiace vedere che gli editori si accorgano dell’importanza dei finanziamenti solo quando devono rastrellare soldi pubblici, ma non quando si tratta di rinnovare contratti scaduti da anni o di garantire un equo compenso, che in molte situazioni è peggiorato rispetto al 2014“, ha aggiunto.
Mobilitazione e sciopero per un futuro sostenibile del giornalismo
La Fnsi, in vista dello sciopero generale dei giornalisti indetto per il 28 novembre 2025, ha intensificato l’attività di sensibilizzazione tra i lavoratori dell’informazione, con assemblee e incontri in diverse regioni, fra cui il Veneto. Costante ha sottolineato come la categoria sia ormai fortemente provata da una perdita del potere d’acquisto pari a circa il 20% negli ultimi anni e da un quadro normativo insufficiente a tutelare i diritti, soprattutto dei giovani e dei collaboratori precari.
Gli editori hanno respinto gran parte delle richieste della Fnsi, che includono il riconoscimento delle nuove figure digitali, la stabilizzazione dei co.co.co sottopagati, e un aumento degli stipendi. La proposta di tagliare stipendi e diritti ai nuovi assunti è stata fermamente contrastata. Per Costante, “l’informazione va finanziata per creare lavoro, non per distruggerlo“, avvertendo che se la situazione non cambia, il numero di giornalisti in redazione potrebbe scendere sotto le diecimila unità nel prossimo futuro, con gravi ripercussioni sulla qualità dell’informazione e, di conseguenza, sulla democrazia stessa.
In questo contesto, la Fnsi continua a chiedere investimenti mirati a garantire contratti trasparenti e condizioni lavorative dignitose, nonché una regolamentazione dell’intelligenza artificiale che tuteli l’occupazione e favorisca l’innovazione nel settore editoriale.






