Roma, 13 febbraio 2026 – Sullo scioglimento di CasaPound, il destino sarà deciso dai giudici, ma intanto la sede del movimento di estrema destra deve essere sgomberata. Questa è la posizione espressa da Forza Italia dopo la recente sentenza di Bari che ha condannato dodici militanti di CasaPound in base alla legge Scelba, quella che vieta la ricostituzione del partito fascista.
Forza Italia chiede lo sgombero della sede di CasaPound
Il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha dichiarato che, pur riconoscendo il principio del garantismo, qualora i giudici dovessero confermare che CasaPound sta ricomponendo il partito fascista, allora il movimento andrebbe sciolto. Nel frattempo, essendo la loro sede un’occupazione abusiva, questa deve essere sgomberata immediatamente.
Questo pronunciamento segna un importante momento di presa di posizione da parte di Forza Italia, che fino ad ora non si era espressa in merito alla sentenza. Il messaggio degli azzurri appare chiaro e rappresenta un posizionamento nell’ambito del centrodestra, che è sempre più coinvolto in una disputa politica verso destra e oltre, in particolare con i cosiddetti ‘futuristi’ di Vannacci.
Tensioni a Genova per la proposta di legge sulla “Remigrazione”
Nel frattempo, a Genova si è svolta una presentazione della proposta di legge per la cosiddetta “Remigrazione”, promossa da un Comitato che include CasaPound, Veneto Fronte Skinhead, Brescia ai Bresciani e Rete dei Patrioti. La presentazione è stata segnata da polemiche e momenti di tensione, tanto che alla Camera era stata impedita una analoga iniziativa a causa delle proteste delle opposizioni.
La conferenza stampa genovese, inizialmente prevista all’Hotel Rex, è stata negata dalla proprietà dell’albergo, costringendo gli organizzatori a spostarsi al Tower Airport Hotel di Sestri Ponente. Luca Marsella, portavoce di CasaPound, ha denunciato pressioni da parte di un rappresentante del Municipio, definendo questi fatti come “metodi mafiosi tipici dell’antifascismo” e vere intimidazioni.
Di fronte all’hotel dell’aeroporto si è svolto un presidio di protesta con la partecipazione di rappresentanti dell’ANPI, CGIL, Partito Democratico, Avs e Movimento 5 Stelle, tra cui il consigliere regionale Giordano e il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi. Ricciardi ha ricordato come proprio loro abbiano fermato l’ingresso di CasaPound alla Camera e ha ribadito la necessità di contrastare le iniziative pubbliche del movimento di estrema destra.
Durante la manifestazione si sono registrati momenti di alta tensione, tra cui un acceso confronto tra Fabio Ceraudo, esponente pentastellato, e Luca Marsella, con l’intervento delle forze dell’ordine. Ceraudo ha affermato: “Genova è antifascista ed è medaglia d’oro alla Resistenza, perché ha resistito a gente come voi. Dovete portare rispetto quando venite qui”.
Le opposizioni insistono per lo sgombero definitivo
Dal fronte delle opposizioni, il deputato democratico Francesco Boccia ha criticato la mancata azione di sgombero della sede di CasaPound, sottolineando che “continuare a rinviare significa assumersi una responsabilità politica precisa: non intervenire equivale a legittimare”. Secondo Boccia, chi governa in questo momento dimostra di essere parte integrante di una storia e di una cultura che la Repubblica ha il dovere di tenere fuori dalle sue istituzioni.
CasaPound Italia, movimento di estrema destra di matrice neofascista nato nel 2003 da un’occupazione abusiva a Roma, ha mantenuto nel tempo una presenza politica e sociale significativa con sedi in diverse città e una rete di iniziative pubbliche e culturali. Nonostante la trasformazione del movimento da partito a associazione non elettorale dal 2019, le contestazioni e le tensioni legate alla sua attività continuano a essere al centro del dibattito pubblico e istituzionale.
Le vicende recenti testimoniano come la questione di CasaPound resti un tema caldo nel panorama politico italiano, in particolare per quanto riguarda l’applicazione delle norme sugli stabili occupati abusivamente e il rispetto delle leggi che vietano la ricostituzione di organizzazioni fasciste, sancite dalla Costituzione e dalla legislazione italiana.






