Roma, 7 febbraio 2026 – Una dura presa di posizione arriva da Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e leader della Lega, in merito alla recente uscita di Roberto Vannacci dal partito. In un’intervista al Corriere della Sera, Fedriga ha definito l’esperienza con Vannacci come “una scommessa persa“, sottolineando le difficoltà di integrazione del generale nel movimento e le conseguenze negative per il consenso leghista.
Fedriga: “Vannacci ha portato voti ma anche perdite”
Il presidente leghista ha evidenziato che la scelta di accogliere Vannacci, ex generale delle forze speciali e figura di spicco per la sua carriera militare, era basata sulla speranza di una positiva integrazione nel partito. “È stata fatta una scommessa sulla capacità di integrarsi nel partito. Vista la fine, una scommessa persa“, ha detto Fedriga, ricordando che nonostante il generale abbia portato consensi elettorali, “ci ha fatto anche perdere consensi“.
Fedriga ha inoltre criticato la decisione di Vannacci di uscire dalla Lega, definendola un “tradimento preparato per tempo” soprattutto perché il generale aveva già pronto nome, simbolo e organizzazione per un nuovo progetto politico. “Sarebbe curioso – ha aggiunto – se dopo aver lasciato la Lega perché ritiene traditi i suoi valori, ora volesse allearsi con la coalizione“.

Il ruolo di Zaia e le tensioni interne alla Lega
Riguardo al posto lasciato vacante da Vannacci come vicesegretario della Lega, Fedriga ha sottolineato l’importanza di figure come Luca Zaia, che rappresenta, secondo lui, “una risorsa importante non solo per la Lega ma per il Paese“. Tuttavia, ha precisato che la scelta spetta al segretario federale, senza voler interferire.
Le tensioni interne alla Lega, esplose dopo l’ingresso di Vannacci nel partito nell’aprile 2025, sono state contrassegnate da contrasti tra l’ex generale e alcuni leader regionali come Zaia, Fedriga e Fontana. Dopo il flop elettorale in Toscana e le divergenze sulle linee politiche, Vannacci ha lasciato la Lega a febbraio 2026 per fondare il nuovo partito Futuro Nazionale, dando così il via a uno scontro aperto con Matteo Salvini, fatto di accuse reciproche e tensioni pubbliche.
La rottura definitiva ha acceso un acceso dibattito anche sui sondaggi, con il nuovo partito di Vannacci stimato intorno al 4,2%, potenzialmente in grado di superare la soglia di sbarramento. Nel frattempo, la Lega si è trovata a fronteggiare la perdita di consensi e a riflettere sulle scelte politiche future in un quadro di crescente frammentazione nel centrodestra.






