Roma, 21 marzo 2026 – Si è spento oggi a Roma all’età di 87 anni Paolo Cirino Pomicino, figura di rilievo della Democrazia Cristiana e protagonista della politica italiana degli anni Ottanta e Novanta. Medico di formazione, si è affermato come politico di primo piano, ricoprendo numerosi incarichi di governo e parlamentari nel corso della sua lunga carriera.
La carriera politica di Paolo Cirino Pomicino
Nato a Napoli il 3 settembre 1939, Pomicino si laureò in medicina e chirurgia presso l’Università Federico II di Napoli, specializzandosi in neurologia. Dopo un inizio come assistente neurochirurgo, entrò in politica nel 1970 come consigliere comunale della Democrazia Cristiana a Napoli. Fu eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1976 e mantenne il seggio per diverse legislature consecutive fino al 1994.
Durante gli anni Ottanta, Cirino Pomicino fu presidente della commissione Bilancio della Camera (1983-1988), ministro della Funzione Pubblica nel governo De Mita (1988-1989) e ministro del Bilancio e della Programmazione Economica nei governi Andreotti VI e VII (1989-1992). Appartenente alla corrente andreottiana, venne ricordato come un protagonista indomito della Prima Repubblica, capace di influenzare strategie e decisioni politiche. Nonostante fosse stato coinvolto nelle inchieste di Mani Pulite, Pomicino fu assolto da molte accuse e mantenne un ruolo attivo anche nella Seconda Repubblica, venendo eletto all’Europarlamento nel 2004 e successivamente alla Camera nel 2006.
I ricordi e il lascito politico
Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha descritto Pomicino come un interlocutore intelligente e colto, pur non condividendo tutte le sue posizioni: “Lo ricordo con simpatia, protagonista indomito, prima della scena politica e poi come opinionista”. Anche Pier Ferdinando Casini ha espresso il proprio cordoglio sottolineando la passione e la competenza di Pomicino, definendolo “uno degli ultimi interpreti della Democrazia Cristiana”. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha ricordato in una nota l’ex ministro come “una delle personalità più raffinate della Prima Repubblica e una delle menti più interessanti e anticonformiste di questa lunga stagione di transizione politica”.
Pomicino aveva affrontato gravi problemi di salute, inclusi due trapianti di cuore e un recente trapianto di rene, che non gli avevano mai impedito di mantenere viva la sua passione politica e il suo spirito combattivo, come raccontato anche dalla moglie Lucia Marotta in un’intervista recente.






