Milano dà l’addio a Carlo Monguzzi, ambientalista e consigliere comunale che si è spento a 75 anni. Una vita dedicata alla tutela dell’ambiente e alla battaglia politica, spesso scomoda, soprattutto quando metteva in discussione le scelte della stessa amministrazione cittadina. Da sempre in prima linea con Europa Verde, non ha mai smesso di lottare per un futuro più sostenibile. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, che va ben oltre gli steccati politici.
Addio a Carlo Monguzzi
Carlo Monguzzi non era un politico qualunque. Fin dagli anni ’90 è stato uno dei volti più noti della battaglia per l’ambiente in Lombardia. Nato a Milano nel settembre 1951, si era formato come ingegnere chimico e poi insegnante di matematica, ma il suo vero campo di battaglia è sempre stato la politica ambientale. Tra i fondatori di Legambiente, ha ricoperto ruoli importanti, come quello di assessore regionale all’Ambiente e all’Energia tra il 1993 e il 1994.
In quegli anni ha spinto per leggi innovative, come la prima normativa regionale sulla raccolta differenziata e il Piano Aria per ridurre l’inquinamento. Ha combattuto senza sosta contro traffici illeciti di rifiuti, la cementificazione selvaggia, la deforestazione urbana e la caccia indiscriminata. Ma non si è fermato lì: ha sempre chiesto trasparenza e correttezza nella gestione delle risorse pubbliche, portando avanti una battaglia che andava oltre l’ecologia.
In Consiglio Comunale a Milano, voce critica e attenta
Dopo anni passati in Regione Lombardia, Monguzzi è arrivato in Consiglio comunale di Milano nel 2011 con il Pd, appoggiando il sindaco Giuliano Pisapia. Nel 2021 è tornato in aula con Europa Verde, sempre pronto a mettere in discussione le scelte della giunta guidata da Giuseppe Sala. Tra i temi caldi, la sua opposizione alla vendita dello stadio di San Siro è stata tra le più decise e seguite.
Non ha mai smesso di richiamare l’attenzione su sostenibilità, tutela del verde e lotta all’inquinamento, diventando una voce autorevole e spesso pungente. La sua presenza in consiglio ha aiutato a mantenere vivo il dibattito su questioni cruciali per la città. Un politico di quelli che, più che parole, metteva i fatti al centro.
Milano piange un riferimento dell’ambientalismo
La notizia della sua morte ha scosso la politica e la società milanese. Molti esponenti locali e nazionali hanno ricordato la sua fermezza e la capacità di dialogo, sottolineando quanto fosse raro trovare un uomo capace di unire impegno ambientalista e istituzionale. La sua carriera è la dimostrazione che si può portare avanti una causa con passione e competenza, senza mai perdere di vista l’obiettivo.
Milano oggi perde un pezzo importante della sua storia ecologista, ma resta vivo il suo esempio. Monguzzi ha messo l’ambiente al centro del dibattito pubblico, sollevando questioni che riguardano la qualità della vita di tutti noi. La città e chi la governa dovranno continuare il cammino tracciato da lui, raccogliendo l’eredità di un impegno che non si spegne con la sua scomparsa.






