Roma, 5 gennaio 2026 – Al rientro a Palazzo Chigi dopo alcuni giorni di pausa, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione con i suoi collaboratori per fare il punto su alcune delle questioni internazionali più delicate e complesse che coinvolgono l’Italia e l’Europa. Tra i dossier al centro dell’attenzione spiccano la crisi in Venezuela e la controversa situazione riguardante la Groenlandia, temi che, nonostante la loro rilevanza, risultano al momento poco dibattuti nell’opinione pubblica e nei media italiani.
Venezuela e Groenlandia: le posizioni del Governo italiano
Sul fronte venezuelano, la premier ha ribadito la necessità di mantenere un prudente approccio di “aspettare e vedere” l’evolversi della situazione, pur riconoscendo la legittimità di un eventuale intervento difensivo americano contro la “minaccia ibrida” rappresentata dal narcotraffico. Parallelamente, si valuta con attenzione il significato politico delle mosse degli Stati Uniti sulla Groenlandia, anche in relazione alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump.
La Meloni ha confermato il pieno sostegno alla sovranità danese sul territorio della Groenlandia, sottolineando che non si ritiene probabile un tentativo di annessione da parte degli Stati Uniti, come si era temuto nei mesi scorsi. «Si tratta più di un invio di messaggi a grandi attori globali come Cina e Russia», ha osservato la premier, richiamando l’importanza strategica della regione artica, finora piuttosto trascurata dall’Occidente ma sempre più frequentata da potenze come la Cina e la Russia, anche con mezzi militari.
Questa posizione è condivisa anche all’interno della coalizione di governo e da esponenti di rilievo come il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha sottolineato come sia fondamentale che l’Unione Europea prenda una posizione chiara a difesa dell’indipendenza groenlandese, parte integrante della Corona danese, ma allo stesso tempo proceda al rafforzamento della difesa comune europea.
Tensioni politiche interne e reazioni delle opposizioni
La questione della Groenlandia ha innescato un acceso dibattito anche all’interno dell’arena politica italiana. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha definito un eventuale intervento americano nella regione come un “enorme problema internazionale”. D’altro canto, le opposizioni hanno espresso critiche durissime nei confronti della presidente del Consiglio.
Riccardo Magi, leader di +Europa, ha attaccato Meloni definendola “desaparecida” sul tema venezuelano e ha ironizzato sul suo recente viaggio a Madrid con il leader di Vox, Santiago Abascal, associandolo a una fuga dalle responsabilità internazionali. Per il responsabile esteri del Partito Democratico, Giuseppe Provenzano, è invece necessario che il richiamo al diritto internazionale venga applicato sempre e senza eccezioni, soprattutto in presenza di “sciagurate minacce di annessione” come quelle ipotizzate per la Groenlandia.
Nel frattempo, il governo italiano si prepara a fornire ai parlamentari un aggiornamento dettagliato sulla crisi venezuelana, e probabilmente anche sulla tragedia avvenuta in Svizzera, con un’informativa che il ministro Tajani dovrebbe presentare in Aula il prossimo 13 gennaio. La richiesta di maggiori chiarimenti era stata avanzata sia dalla maggioranza che dalle opposizioni, e l’esecutivo ha acconsentito a un confronto aperto anche in Senato, dove è fissata una capigruppo l’8 gennaio.
Il contesto geopolitico e la strategia occidentale nell’Artico
L’attenzione sul quadrante artico appare oggi più che mai necessaria, soprattutto alla luce del crescente coinvolgimento di Cina e Russia, che hanno incrementato la presenza militare nella regione con navi e sottomarini nucleari. Gli alleati occidentali, compresa l’Italia, stanno riflettendo sulla necessità di aumentare la propria presenza e il proprio controllo in quest’area geostrategica.
Il confronto tra Stati Uniti e Danimarca sulla Groenlandia si colloca dunque in un quadro di alleanza complessa, che vede la necessità di bilanciare interessi strategici e rispetto della sovranità dei territori, in un momento in cui le tensioni internazionali e le sfide globali richiedono un’azione coordinata e consapevole da parte dell’Occidente.
La posizione italiana, così come espressa dalla premier Meloni e dai suoi ministri, si conferma prudente e orientata alla tutela delle alleanze, mantenendo saldo il principio della sovranità nazionale e della legalità internazionale, senza sottovalutare i segnali e le mosse degli attori globali coinvolti.






