Roma, 24 febbraio 2026 – Prosegue l’esame parlamentare del dl Ucraina, già approvato alla Camera e ora all’attenzione del Senato. Il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sul provvedimento, con il voto previsto per domani mattina alle 10, in aula a Palazzo Madama. La decisione è stata annunciata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha specificato che il testo sarà votato senza emendamenti né articoli aggiuntivi.
Le posizioni in Senato sul dl Ucraina
La discussione in Senato sul decreto Ucraina ha evidenziato tensioni e divisioni politiche. Il senatore Pierferdinando Casini, del Partito Democratico, ha definito “desolante” la scelta del governo di porre la fiducia, sottolineando come ciò impedisca un confronto più ampio e unitaria politica. Casini ha inoltre criticato l’ipotesi di imporre all’Ucraina la cessione di territori del Donbass, definendola un atto di arroganza contrario al diritto internazionale e ha invitato la premier Giorgia Meloni a rivedere la posizione sul diritto di veto europeo, auspicando un potere decisionale più forte per l’Unione.
Dalla Lega, il senatore Marco Dreosto ha ribadito il sostegno all’Ucraina ma ha sottolineato la necessità di ancorare questo sostegno a un obiettivo chiaro di pace e sicurezza duratura, invitando a evitare escalation e a proteggere gli interessi nazionali, comprese le infrastrutture critiche e le difese cyber. Claudio Borghi, sempre della Lega, pur annunciando il voto favorevole del partito al decreto, ha manifestato dubbi personali sull’invio di aiuti militari, rimarcando il diritto dell’Ucraina a difendersi ma sottolineando il ripudio della guerra da parte della Costituzione italiana.
Contesto politico e reazioni alla fiducia
Il ricorso alla questione di fiducia sul dl Ucraina si inserisce in un momento di forte tensione politica, con segnali di dissenso anche all’interno della maggioranza. La decisione di porre la fiducia è stata interpretata come una mossa del governo per evitare che emendamenti critici, soprattutto riguardanti l’invio di mezzi militari a Kiev, possano essere approvati, dato il rischio di una possibile bocciatura. All’opposizione, da Pd a Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, si affiancano anche fuoriusciti della Lega che hanno presentato emendamenti per sopprimere l’articolo chiave relativo agli aiuti militari. La tensione si è manifestata anche in proteste e sit-in in aula, con opposizioni che hanno chiesto maggiore trasparenza sulle forniture inviate all’Ucraina.
Il voto di fiducia al Senato sarà quindi un passaggio cruciale per il governo, chiamato a confermare l’unità della maggioranza su un tema di grande rilevanza internazionale e politica. L’esito della votazione potrà influenzare la linea futura sull’assistenza militare e diplomatica a Kiev nel contesto del conflitto in corso.





