Roma, 11 febbraio 2026 – Sono iniziate oggi nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul dl Ucraina. Il dibattito si sviluppa in un clima politico complesso, con posizioni divergenti anche all’interno del centrodestra. In particolare, i deputati dell’area vicina a Roberto Vannacci hanno annunciato che voteranno sì alla fiducia, ma si opporranno al contenuto del decreto.
La posizione dei vannacciani: sì alla fiducia, no al dl Ucraina
Come riferisce l’agenzia ANSA, il gruppo parlamentare riconducibile a Roberto Vannacci alla Camera ha deciso di sostenere il governo nel voto di fiducia sul dl Ucraina, ma contemporaneamente esprimerà un voto contrario al provvedimento stesso. Tra gli iscritti a parlare c’è il deputato Edoardo Ziello, che ha rappresentato questa linea durante le dichiarazioni di voto.
Il voto sulla fiducia è previsto per le ore 13.30, seguito dall’esame degli ordini del giorno, circa una ventina, e dal voto finale sul decreto in serata. Questa scelta politica dei vannacciani riflette una posizione di dissenso interno che rende più complessa la compattezza della maggioranza, seppur la coalizione di governo mantenga un sostegno prevalente.
Reazioni e tensioni nel centrodestra
Il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha commentato la situazione sottolineando che nonostante le tensioni, la maggioranza parlamentare si conferma compatta nel sostegno all’Ucraina. Lupi ha affermato che “nei quattro anni di invasione dell’Ucraina non ci sono mai stati dubbi sulla compattezza e sull’unità della maggioranza in Parlamento: siamo al fianco dell’Ucraina, sia sull’aiuto militare che civile.”
Secondo Lupi, l’uscita di Vannacci dal gruppo di centrodestra “fa chiarezza” e mette in evidenza la proposta politica della coalizione, definita “un progetto serio ispirato ai grandi valori della nostra storia” che unisce “popolari, liberali, riformisti e conservatori nella sfida del cambiamento”. Ha inoltre ribadito che “non ci sono dubbi sull’appartenenza dell’Italia al patto euroatlantico, un patto di valori prima ancora che di regole.”
D’altra parte, emerge una posizione critica da parte di esponenti come Rossano Sasso, ex deputato della Lega e ora membro di Futuro Nazionale. Sasso ha espresso un netto dissenso rispetto all’invio di armi all’Ucraina, sostenendo che “è inutile inviare ancora armamenti per un Paese che non fa parte dell’Unione Europea e che dovrebbe firmare la pace domani.” In un’intervista a Radio Cusano Campus, ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di voler “continuare la guerra per interessi personali” e ha sottolineato come nel centrodestra vi siano altri deputati che condividono questa posizione.






