Roma, 18 marzo 2026 – Prosegue l’esame al Senato del dl sicurezza, con la presentazione di una vasta mole di emendamenti da parte dei gruppi parlamentari. Il provvedimento è attualmente all’esame della commissione Affari costituzionali in prima lettura, con il termine per la presentazione degli emendamenti scaduto nella giornata odierna alle ore 12.
Dl sicurezza: emendamenti presentati dalla Lega e dalla maggioranza
Fonti parlamentari riferiscono che la Lega per Salvini Premier ha depositato complessivamente 25 emendamenti al decreto. A questi si aggiungono altri 4 emendamenti condivisi da tutte le forze di maggioranza, che riguardano principalmente aspetti organizzativi delle forze dell’ordine e modalità di rimpatrio dei migranti. Tra le proposte di modifica figurano rafforzamenti relativi ai dirigenti della polizia e potenziamenti delle presenze territoriali estive per garantire maggiore sicurezza.
Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha confermato la consistenza limitata degli emendamenti di maggioranza, sottolineando che sono in fase di valutazione e riguardano tematiche specifiche come l’organizzazione delle forze dell’ordine e le procedure amministrative per i rimpatri.
Oltre mille emendamenti dalle opposizioni
Dal fronte delle opposizioni, invece, è stata presentata una massiccia controproposta: si tratta di oltre 1000 emendamenti, di cui 344 dal Partito Democratico, 340 dal Movimento 5 Stelle e 354 da Azione-Italia Viva-Socialisti (Avs). Altri emendamenti sono stati presentati da Italia Viva, per un totale di circa una decina.
Tra le principali novità del decreto vi sono le norme cosiddette “anti maranza“, che prevedono una stretta sulla detenzione di coltelli da parte dei minorenni, con sanzioni anche per genitori e venditori, e disposizioni più severe sui rimpatri dei migranti. Il centro-sinistra ha fortemente contestato il previsto fermo preventivo di 12 ore, volto a impedire la partecipazione a cortei di persone ritenute pericolose, nonché lo “scudo” esteso non solo agli agenti ma anche a chi, avendo commesso un reato con una causa di giustificazione, risulti iscritto in un registro speciale degli indagati.
Il decreto, che deve essere convertito in legge entro il 25 aprile, proseguirà il suo iter parlamentare con il dibattito sugli emendamenti in commissione e successivamente in Aula, con un confronto acceso previsto soprattutto su questi temi di sicurezza e ordine pubblico.






