Referendum Giustizia 2026, la diretta | Affluenza al 46,07%, spinta dal Centro-Nord

Referendum Giustizia 2026, la diretta di oggi, 23 marzo

Affluenza alta per il referendum giustizia 2026: alle 23 si registra il 46,07%, un dato superiore al precedente referendum costituzionale del 2020 fermo al 39,37%. Il voto prosegue anche lunedì fino alle 15, con una partecipazione trainata soprattutto dalle regioni del Centro-Nord. Al centro del confronto le ragioni del Sì e del No su una riforma che incide direttamente sul sistema giudiziario e sugli equilibri istituzionali.

  • Affluenza al 46,07% alle 23, sopra il dato del 2020
  • Voto aperto anche lunedì dalle 7 alle 15
  • Spinta decisiva dal Centro-Nord nella partecipazione
  • Confronto tra Sì e No sui temi della riforma della giustizia
  • Referendum con impatto diretto su sistema giudiziario e istituzioni
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lunedì, 23 Marzo 2026, 00:29
3 ore fa — Redazione Esteri
Alle 23 affluenza definitiva al 46,07%, un record

Alle 23 affluenza definitiva 46,07%, un record: al referendum costituzionale del 2020, sulla riduzione del numero dei parlamentari, l'affluenza, alle 23, era stata del 39,37%. Grande spinta del Centro Nord

lunedì, 23 Marzo 2026, 00:13
3 ore fa — Redazione Esteri
Affluenza alle 23 nei principali capoluoghi

Nei principali capoluoghi l'affluenza (a conteggio ancora in corso) alle 23 è stata: Roma 49,5%, Milano 53,2%, Bari 40,8%, Bologna 57,2%, Napoli 37,1%, Firenze 56,4%, Venezia 49,6%, Torino 49,3%.

domenica, 22 Marzo 2026, 21:24
6 ore fa — Redazione Esteri
L'affluenza definitiva alle 19 è al 38,9%,

L'affluenza definitiva alle 19 è al 38,9%, il più alto in un referendum con voto su due giorni. Il prossimo dato sarà alle 23, dopo la chiiusura dei seggi

domenica, 22 Marzo 2026, 20:46
7 ore fa — Redazione Esteri
Affluenza definitiva alle 19 nei principali capoluoghi

Nei principali capoluoghi l'affluenza definitiva alle 19 è stata: Roma 42,3%, Milano 45,7%, Bari 32%, Bologna 49,2%, Napoli 29,5%, Firenze 48,3%, Venezia 42,9%, Torino 41,1%.

domenica, 22 Marzo 2026, 20:11
7 ore fa — Redazione Esteri
Affluenza al referendum oltre il 38% alle 19

L'affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è oltre il 38% alle ore 19. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale.

domenica, 22 Marzo 2026, 19:57
8 ore fa — Redazione Esteri
Tra poco l'affluenza delle 19
domenica, 22 Marzo 2026, 17:43
10 ore fa — Redazione Esteri
Calenda ha votato: «Spero tanta gente alle urne, comunque la pensi»

«Spero che vada a votare tanta gente comunque la pensi. Perchè è l'esercizio dell'essere cittadino in una democrazia», Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, che oggi pomeriggio ha votato, insieme alla moglie, nel seggio di Roma in via del Lavatore.

domenica, 22 Marzo 2026, 17:08
10 ore fa — Redazione Esteri
Fratoianni (Avs) sui social, votiamo, votiamo, votiamo

«Votiamo, votiamo, votiamo. Perché il voto è la nostra arma più forte per far sentire la nostra voce, per far contare la nostra volontà». Lo scrive sui social Nicola Fratoianni di Avs postando la foto del suo voto in un seggio elettorale di Foligno. «È un referendum confermativo, - conclude il leader rossoverde - non c'è quorum. Ogni voto conta. I seggi sono aperti oggi fino alle 23, domani dalle 7 alle 15. Facciamo la nostra parte».

domenica, 22 Marzo 2026, 17:04
10 ore fa — Redazione Esteri
Todde: «Chi vota contribuisce a scelta su futuro nostra democrazia»

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, è andata a votare in tarda mattinata al seggio allestito alla scuola “Ferdinando Podda” di Nuoro. «Il voto è il fondamento della nostra democrazia. Anche oggi, in occasione del referendum costituzionale, ogni cittadina e ogni cittadino ha la possibilità di contribuire in modo diretto a una scelta che riguarda il futuro delle nostre istituzioni. Invito tutte e tutti a recarsi alle urne», ha dichiarato la presidente a margine del voto.

domenica, 22 Marzo 2026, 17:02
11 ore fa — Redazione Esteri
Marina Berlusconi: «Dedica a mio padre? Domani, quando si saprà esito»

«Una dedica a mio padre? Certo, lo farò domani quando si sapranno gli esiti». Così Marina Berlusconi, recandosi a votare al seggio, a Milano, per il referendum sulla giustizia. «Non è questione di dediche, è questione di esercitare un voto oggi per poter dare un contributo positivo al futuro di questo Paese. È un'occasione quella di oggi che non possiamo farci sfuggire, la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il sì per un'Italia civile democratica e moderna», ha sottolineato la presidente di Fininvest e Mondadori, sostenitrice del Sì.

domenica, 22 Marzo 2026, 15:56
12 ore fa — Redazione Esteri
Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha votato a Borgoricco

Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha votato questa mattina per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. attorno alle 8.30 nel seggio 8 allestito presso la scuola primaria A. Locatelli, a Borgoricco (Padova). Stefani ha poi lasciato il suo paese e si è recato a Pontida per partecipare alle esequie dell'on. Umberto Bossi, presso l'Abbazia di San Giacomo Maggiore.

domenica, 22 Marzo 2026, 15:52
12 ore fa — Redazione Esteri
Corbucci: «A Roma affluenza sopra la media, seggi ok»

«In merito alla notizia sulla presunta impossibilità di votare a causa della maratona, è necessario fare chiarezza sulla base di dati concreti. I dati sull'affluenza registrati nella mattinata confermano un andamento regolare della partecipazione al voto a Roma: alle ore 12 si attesta al 17,8%, in linea con Milano (17%) e superiore sia alla media nazionale (14,82%) sia a quella della Regione Lazio (16 %). La Capitale si colloca così tra le realtà con i livelli di partecipazione più elevati». Così afferma in una nota il consigliere Pd di Roma Capitale, Riccardo Corbucci.«L'amministrazione capitolina, del resto, ha lavorato fin da gennaio 2026 per garantire il regolare svolgimento del voto in concomitanza con la Run Rome The Marathon del 22 marzo, attraverso un piano condiviso con tutte le strutture competenti e le autorità preposte alla gestione del traffico e dell'ordine pubblico», aggiunge.«Guardando nel dettaglio, le possibili criticità sono state circoscritte a un numero molto limitato di sedi: 18 plessi scolastici su oltre 500. Per questi casi sono state previste soluzioni dedicate, garantendo percorsi e accessi anche verso il Municipio I di via Petroselli per il ritiro delle tessere elettorali. Il piano ha previsto percorsi dedicati, attraversamenti presidiati e un rafforzamento della presenza di Polizia Locale, Protezione Civile e personale dell'organizzazione, assicurando in ogni momento la possibilità di raggiungere i seggi», spiega ancora Corbucci.«Anche sotto il profilo temporale, l'impatto è stato contenuto: la rimozione progressiva delle transenne subito dopo il passaggio degli atleti ha ridotto al minimo eventuali disagi. Nel complesso, le sezioni elettorali interessate sono una quota minima - su circa 2.600 - a conferma di un impatto estremamente circoscritto», aggiunge il consigliere comunale del Pd.«Va inoltre ricordato che il voto si svolge su due giornate, domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15, per un totale di 24 ore complessive. Eventuali limitazioni alla circolazione nella sola giornata di domenica inciderebbero quindi in modo marginale sulla possibilità di votare. L'operatività dei seggi è garantita su tutto il territorio, con la Polizia Locale pienamente mobilitata per agevolare l'accesso anche nei pochi casi più complessi. Non si registrano criticità diffuse. Va inoltre ricordato un elemento di contesto rilevante: la data del referendum è stata fissata con D.P.R. del 13 gennaio 2026, quando era già noto che nello stesso fine settimana si sarebbe svolta a Roma la Run Rome The Marathon, evento inserito da tempo nel calendario internazionale delle competizioni di atletica leggera. Alla luce di questi elementi, è improprio sostenere che la maratona 'danneggi il voto': i fatti dimostrano il contrario».

domenica, 22 Marzo 2026, 15:48
12 ore fa — Redazione Esteri
Landini ha votato questa mattina a San Polo d'Enza

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha votato questa mattina al seggio della scuola elementare di San Polo d'Enza, provincia di Reggio Emilia, suo comune di residenza.

domenica, 22 Marzo 2026, 15:47
12 ore fa — Redazione Esteri
L'esperto: partecipazione maggiore rispetto previsioni

«Con il dato di affluenza al 14,9 per cento alle ore 12 di oggi, secondo il modello di stima sviluppato da Yoodata, è probabile che l'affluenza finale alle 15 di domani 23 marzo 2026 si attesti attorno al 60%. La partecipazione al voto sembra dunque maggiore rispetto alle ipotesi iniziali». Lo afferma in un comunicato Alessandro Amadori, psicologo, docente di Comunicazione Politica all'Università Cattolica di Milano e direttore scientifico di Yoodata, commentando i dati sull'affluenza alle urne alle ore 12 di oggi per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia.

domenica, 22 Marzo 2026, 14:40
13 ore fa — Redazione Esteri
I dati definitivi nelle Regioni e nelle principali città

(Chiara Baldi) L'affluenza definitiva, dopo la prima rilevazione delle 12 del primo giorno di voto (22 marzo), si attesta a 14,92 per cento nelle 61,533 sezioni allestite in tutta Italia. Le uniche regioni che registravano una corsa ai seggi sotto il 10 per cento sono la Calabria e la Basilicata, rispettivamente con 9,74 e 9,84 per cento. Mentre la regione con il dato più alto è l'Emilia Romagna, con il 19,44 per cento. Alte, sopra il 17 per cento - rispettivamente al 17,86 per cento, 17,57 e 17,50 - il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia e la Liguria. Il Veneto si piazza poco sotto con 17,06 per cento. ​​Nella città di Milano affluenza oltre il 17 per cento (17,09). Anche Roma al 17,83%. Firenze al 20,47%, Bologna 21,57%. Genova 18,51%. Napoli 12,15%. Venezia 19,01%. Torino 10,75/%. Bari 15,62%.

domenica, 22 Marzo 2026, 13:52
14 ore fa — Redazione Esteri
M5S: "Nei seggi umbri rappresentanti di Fdi con distintivi per il sì"

"Il Movimento 5 Stelle denuncia gravi irregolarità ai seggi umbri, dove i rappresentanti di lista di Fratelli d'Italia espongono distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì. Ciò si configura come propaganda illegale nei seggi, cosa che la legge la vieta entro i 200 metri dalle sedi di voto. Stiamo informando le prefetture umbre per provvedere alla richiesta di rimozione immediata di questi distintivi". Lo ha dichiarato la deputata M5S umbra Emma Pavanelli.

domenica, 22 Marzo 2026, 13:40
14 ore fa — Redazione Esteri
I dati regionali e delle città

(Chiara Baldi) Dopo le 12, alla prima rilevazione dell'affluenza che su base nazionale si attestava al 14,9 per cento, le uniche regioni che registravano una corsa ai seggi sotto il 10 per cento sono la Calabria e la Basilicata, rispettivamente con 9,74 e 9,84 per cento. Mentre la regione con il dato più alto è l'Emilia Romagna, con il 19,5 per cento. Alte, sopra il 17 per cento - rispettivamente al 17,86 per cento, 17,55 e 17,49 - il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia e la Liguria. Il Veneto si piazza poco sotto con 17,05 per cento. ​​Nella città di Milano affluenza oltre il 17%. Anche Roma al 17,83%. Firenze al 20,47%, Bologna 21,57%. Genova 18,51%. Napoli 12,15%. Venezia 19,01%. Torino 10,75/%. Bari 15,62%.

domenica, 22 Marzo 2026, 13:32
14 ore fa — Redazione Esteri
Affluenza al 14,8% alle 12

L’affluenza alle 12 per il referendum sulla giustizia è stata del 14,8%, secondo i dati pubblicati su Eligendo quando mancano poche sezioni. Al referendum del 2020 quando gli elettori vennero chiamati a decidere sul taglio dei parlamentari alle 12 si era recato ai seggi il 12% degli aventi diritto.

domenica, 22 Marzo 2026, 13:00
15 ore fa — Redazione Esteri
Affluenza, il primo dato

Sul portale Eligendo, i primi dati parlano di una affluenza del 14 per cento. Si tratta però di dati relativi a 9 mila sezioni su 61 mila, dunque ancora estremamente parziali.

domenica, 22 Marzo 2026, 12:49
15 ore fa — Redazione Esteri
Tra poco l’affluenza
domenica, 22 Marzo 2026, 11:36
16 ore fa — Redazione Esteri
Referendum: Magi, abolire il quorum anche per quelli abrogativi

«L'importanza di andare a votare è vitale per la democrazia: la speranza è che ci sia una grossa partecipazione popolare al referendum sulla giustizia nonostante la brutta campagna, in attesa che venga eliminato o fortementerivisto al ribasso il quorum anche sui referendum abrogativi, perché la lezione che arriva dalla storia di questi anni è che il quorum è un ostacolo che di fatto ha tolto ai cittadini la possibilità di esprimersi». Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi parlando con le telecamere davanti al seggio di Piazza Forlanini a Roma dove ha appena votato. APPROFONDISCI CON IL PODCAST Spreaker

domenica, 22 Marzo 2026, 11:32
16 ore fa — Redazione Esteri
Referendum: il presidente della Camera Fontana ha votato a Verona

Il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha votato a Verona per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. La terza caricadello Stato si sta ora recando a Pontida per partecipare alle esequie dell'On. Umberto Bossi, presso l'Abbazia di San Giacomo Maggiore. È quanto fa sapere Montecitorio.

domenica, 22 Marzo 2026, 11:19
16 ore fa — Redazione Esteri
Referendum, urne aperte. Chiamati al voto 4,5 milioni di campani

Urne aperte da stamane alle 7 in tutta la Campania, dove quattro milioni e mezzo (per la precisione 4.450.814) di cittadini sono chiamati al voto per ilreferendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Le sezioni allestite in regione per il voto sono 5.824 in regione. Nella sola Napoli gli elettori sono 711.257, distribuiti tra le 883 sezioni, di cui 14 ospedaliere. Nei comuni dell'area metropolitana di Napoli sono chiamati al voto 2.349.522 elettori, distribuiti tra le 2.896 sezioni, di cui 16 ospedaliere. Si vota oggi fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15.

domenica, 22 Marzo 2026, 09:37
18 ore fa — Redazione Esteri
Breve guida al voto

(Franco Stefanoni) Oggi dalle ore 7 alle 23, e domani dalle 7 alle 15, gli aventi diritto possono votare per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia ratificata dalle Camere ma senza aver raggiunto maggioranze qualificate. In Parlamento, infatti, le leggi costituzionali devono essere approvate due volte da deputati e senatori con maggioranze più elevate rispetto alle leggi ordinarie. Il referendum può essere richiesto da un quinto dei membri di una Camera, da 500 mila elettori oppure da 5 Consigli regionali.Sulla scheda solo una scelta, tra Sì o No, riguardo la modifica di 7 articoli della Carta. Il quesito è il seguente: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».Nel concreto, la riforma istituisce la separazione delle carriere dei magistrati requirenti e giudicanti, finora unite secondo Costituzione: è previsto il divieto per pm e giudici di passare da un ruolo all’altro. Al posto di un solo Consiglio superiore della magistratura (organo di autogoverno della categoria) ne verrebbero istituiti due con i membri togati sorteggiati tra gli oltre 9 mila in attività, e quelli laici estratti in liste scelte dalle Camere. Un’unica Alta Corte disciplinare ad hoc, invece, deciderà su condotta (e sanzioni) dei magistrati.È una consultazione confermativa e non è previsto quorum. Qualunque sarà l’affluenza, dunque, vincerà la scelta che otterrà un solo voto in più. Per votare è necessario avere con sé la tessera elettorale e un documento d’identità valido. Per gli italiani all’estero, i consolati hanno inviato a casa agli elettori un plico con la scheda, le buste e le istruzioni. Dopo aver votato, l’elettore ha dovuto rispedire tutto al consolato entro i termini indicati. Chi risiede in Italia può votare solo nel Comune di residenza, con i fuorisede costretti a rientrare per votare. In caso di smarrimento della tessera elettorale è possibile richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale del Comune di residenza. In cabina è vietato l’uso di telefoni cellulari o di dispositivi elettronici.

domenica, 22 Marzo 2026, 09:27
18 ore fa — Redazione Esteri
Il rito del fioretto (elettorale)

(Mariolina Iossa) Non manca quasi mai alla vigilia di una competizione elettorale la pratica tra il divinatorio e lo scaramantico del fioretto, il piccolo sacrifico personale offerto pubblicamente in cambio della contropartita politica. Promesse piccine ma molto intime, con cui gli esponenti politici o istituzionali sembrano voler agitare le mani sulla palla di vetro del futuro e influenzare le probabilità di vittoria. Il referendum sulla Giustizia non fa eccezione. Grande tifoso del Torino, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi promette di diventare juventino per un giorno. «Se vince il No vado a vedere una partita della Juve e tifo per i bianconeri», è il suo giuramento. Tanto anela al traguardo finale Parodi, che fa uno sforzo ulteriore: «Mi faccio anche un video in cui grido “Forza Juve”, la mia è una promessa, vi assicuro che lo farò». Il sacrificio che un simile fioretto comporta non può lasciare indifferenti. Come non può non impressionare la forza di volontà del coordinatore per il Sì di Forza Italia, Giorgio Mulè, che fa un solenne patto con gli italiani: «Se vince il Sì mi tingerò la barba e i capelli di azzurro in pubblico».E ancora, nessuno può negare poi che il pegno gastronomico che Matteo Salvini garantisce di pagare in caso di vittoria del sì sia quantomeno gravoso. «Sono disposto a rinunciare ad un mese di primi piatti dal 23 marzo al 23 aprile, è molto impegnativo per me».E Salvini fa sapere, anche lui ospite di Giorgio Lauro e Nancy Brilli ad Un giorno da pecora su Radio1, che se dovesse scegliere tra lo scudetto al Milan e il trionfo del Sì al referendum, preferirebbe senz’altro la seconda opzione, sebbene poi ammetta che «lo scudetto al Milan è il periodo ipotetico dell’irrealtà, non so a quanti punti siamo dalla prima ma sono troppi e segniamo molto poco. E poi — conclude sorridendo — da tifoso dico che abbiamo già goduto nei derby, ora voglio gioire per la vittoria al referendum».L’antico rito del fioretto è stato naturalmente molto frequentato in passato, smettere di fumare, mettersi a dieta, fare il cammino di Santiago sono le solenni promesse più battute. Alle scorse elezioni europee troneggiava la «tinta». Alessia Morani (ex deputata Pd) si impegnò a diventare total blond nel caso di elezione. Angelo Bonelli (Verdi-Avs), invece, minacciava di tingersi una ciocca di verde se il partito non avesse superato il 5 per cento, seguito a ruota da Matteo Richetti («Se Azione non arriva al 4 mi faccio rosso»). Dai capelli alla pelle, Carlo Calenda annunciò che si sarebbe tatuato con le stelle dell’Ue se Azione non avesse superato il 5 per cento. Ma il fioretto più battuto di sempre è quello evergreen della rinuncia ai chili di troppo: Stefano Bonaccini, che poi parlamentare europeo del Pd lo è diventato davvero, contava di buttar giù almeno 8 chili in caso di vittoria. Insomma, dalla politica come sempre tanti fioretti, oggi come ieri. In fondo, non costa nulla provarci.

domenica, 22 Marzo 2026, 09:25
18 ore fa — Redazione Esteri
Le notizie in breve

Il voto per corrispondenza di chi vive all'esteroI primi a esprimersi sul referendum sono gli italiani iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero (5,5 milioni gli aven-ti diritto). Il Viminale ieri confermava la corretta affluenza dei plichi elettorali, in-viati con valigia diplomatica: arrivano a Ro-ma, all’ufficio centrale per la circoscrizione estero, che trattiene quelli provenienti dall’America Latina e smista gli altri nei 4 seggi decentrati costituiti presso le corti d’appello di Milano, Bologna, Firenze e Napoli. Lo spoglio inizia alle 15 di domani, come per tutti gli altri seggi. Alla Farnesina è stata istituita una speciale task force elettorale con il compito di «coordinare e supportare la rete diplomatico-consolare» nella gestione delle operazioni di voto.​​Lo stop ai fuorisede e la mossa degli studenti​La sperimentazione del 2024, quando per le Europee fu previsto per la prima volta che i fuorisede potessero votare nella città in cui vivevano per studio o lavoro, non è stata ripetuta per il referendum. Ma chi abita lontano da dove risiede, per non spostarsi, poteva candidarsi come presidente di seggio. In virtù di un accordo tra le Università e il Comune di Roma, nella capitale l’iniziativa ha avuto un certo successo: su un totale di 2.600 seggi, informano dal Campidoglio, saranno 300 gli studenti non residenti che presiederanno le operazioni di voto e scrutinio. In alternativa per consentire di votare lontano dalla propria città di residenza, ci si poteva proporre come rappresentante di lista.​​I forfait degli scrutatori e le surroghe «anti disagi»​Surroghe rapide per evitare disagi ai seggi, come alle ultime Europee quando fu rilevata una valanga di rinunce. Anche stavolta i Comuni hanno dovuto far fronte ai forfait di presidenti di seggio e scrutatori, nonostante il leggero aumento del compenso (+15% con un investimento di oltre 6 milioni) deciso a dicembre. Il tasso di rinuncia non è omogeneo. A Roma le sostituzioni sono state relative al 20% di scrutatori e presidenti, a Napoli del 6%, a Firenze l’amministrazione comunale ha lanciato un allarme per la defezione di circa la metà dei cittadini necessari per tenere aperti i 360 seggi cittadini. Ieri le sostituzioni degli indisponibili risultavano tutte effettuate.

domenica, 22 Marzo 2026, 09:22
18 ore fa — Redazione Esteri
Non c'è bisogno del quorum

Il referendum sulla Giustizia non ha bisogno del quorum, non sarà necessario che vada a votare più della metà degli aventi diritto che sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all'estero.

domenica, 22 Marzo 2026, 09:16
18 ore fa — Redazione Esteri
Fronte del Sì al referendum, Giulia Bongiorno: «La riforma premia i giudici senza una corrente. E la Costituzione è difesa»

(Virginia Piccolillo) Giulia Bongiorno lei è penalista, oltreché senatrice leghista. La riforma non mina l’autonomia e l’indipendenza di giudici e pm?«No. Anzi. Mira alla imparzialità e all’ indipendenza. La legge è uguale per tutti soltanto se i giudici sono uguali per tutti. Dunque devono apparire ed essere imparziali e giudicare in modo indipendente, senza timori né speranze. Assolvere e condannare sono funzioni quasi divine: io stessa non ho mai pensato di fare il magistrato temendo di non essere all’altezza di un compito così importante». Per chi in Tribunale ci va davvero, come lei, come si può sostenere che le correnti incidano sui giudizi?«In aula, il giudice deve scegliere tra due tesi: una portata avanti dall’avvocato, l’altra dal pm. Siamo certi che, se il pm è esponente di una corrente particolarmente potente al Csm, quel giudice riuscirà davvero a non lasciarsi condizionare?».Il No dice che la riforma intimidirà i magistrati.«No, premierà i più meritevoli. Quelli che lavorano alacremente, anche se lontani dalle luci della ribalta. I giudici di valore che non hanno correnti alle spalle potranno ricoprire incarichi apicali e chi è negligente non potrà contare sull’assicurazione sulla carriera, come avviene oggi, grazie all’appartenenza correntizia».C’era bisogno di una riforma costituzionale per giudici e pm che prendono il caffè insieme?«Così si banalizza. Il tema è enorme. Ad esempio nella quasi totalità dei casi, le richieste di misure cautelari o di intercettazioni del pm vengono accolte dal gip. Non sarà che non ha tempo di leggere tutto e tende a fidarsi del pm che è un suo collega?».Non sarete contro i magistrati?«Veramente i colleghi mi accusano da sempre di difenderli fin troppo».Allora vuole dire che i giudici non applicano la legge?«Intendo dire che ogni norma è fatta da una parte certa, cioè chiara. E da una parte “in penombra” che deve essere interpretata dal giudice. È qui il punto critico: il cittadino deve avere la sicurezza che questa discrezionalità sia sempre esercitata correttamente».Il No difende la Costituzione. Voi la volete disarticolare?«No, noi la difendiamo e ne diamo attuazione. Ricordo a tutti che l’articolo 138 della Costituzione prevede proprio la possibilità di modifiche per renderla aderente ai mutamenti sociali».La Lega è accusata di non essersi impegnata in questa campagna.«Può affermarlo solo chi è disinformato: proprio la Lega, già nel 2022 aveva promosso un referendum sulla separazione delle carriere. E poi il mio impegno dimostra che non è così».La sua frase «solo un ignorante può pensare che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia» è virale tra i No. Autogol?«No. Tipica decontestualizzazione che altera tutto. Stavo replicando a chi in aula aveva parlato di efficienza, ma con riferimento al fatto che la riforma non avrebbe comportato l’assunzione di personale amministrativo e nuovi giudici, dunque non avrebbe velocizzato i processi. Se si estrapola una frase dal contesto, persino la Bibbia può sembrare un libro pornografico».Nessun emendamento in Parlamento. Perché fidarsi che non continuerete così anche in fase attuativa?«Io mi sento di garantirlo. Sono fasi diverse. Lo abbiamo dichiarato pubblicamente che si apriranno tavoli di confronto con la magistratura e l’avvocatura. Penso che ora dobbiamo dire stop alle ostilità e alla demolizione. Deve iniziare la fase del dialogo e della costruzione. E dare grande spazio alla voce dell’opposizione».

domenica, 22 Marzo 2026, 08:00
20 ore fa — Redazione Esteri
La partita dell'affluenza

(Virginia Piccolillo) Era già stata brutta la campagna referendaria. Ma forse è finita peggio. Con scambio di accuse sui social, violazioni del silenzio elettorale inclusa quella del vicepremier Matteo Salvini, segnali allarmanti come il danneggiamento dell’auto del capo dell’Anm Parodi (un finestrino rotto). E persino minacce di morte al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, postate sotto un suo appello al voto su Facebook.Ma da oggi la parola passa agli elettori. Alle sette le urne si apriranno per offrire a 45 milioni di elettori in Italia la possibilità di dire Sì o No alla riforma Nordio: quella della separazione delle carriere, del doppio Csm per soli giudici e soli pm, dell’alta l’Alta corte disciplinare, dei membri togati scelti per sorteggio «secco» e dei laici per sorteggio «temperato», vale a dire estratti da una lista bloccata compilata dal Parlamento.Si vota oggi fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15. In Veneto il voto referendario è stato accorpato alle suppletive per i collegi uninominali della Camera, lasciati liberi da Alberto Stefani e Massimo Bitonci (divenuti presidente e assessore regionale). Due poltrone per sette competitor in una sfida perlopiù interna al centrodestra e alla stessa Lega.Lo scrutinio avverrà subito dopo la chiusura. E saranno a quel punto calcolate anche le schede degli aventi diritto all’estero arrivate in Corte di Cassazione. I risultati dovrebbero arrivare in serata.Ciascun elettore avrà la possibilità di essere decisivo per la vittoria del proprio schieramento, giacché, non essendoci un quorum richiesto, basterà un solo voto in più per decretare il destino della riforma. Per questo i leader hanno lanciato appelli a recarsi alle urne forse più insistentemente che in passato, nelle precedenti tornate.L’incognita dell’affluenza è quella che più preoccupa comitati, partiti e sondaggisti che hanno affermato di doverlo considerare stavolta come l’algoritmo decisivo (bassa sembrerebbe favorire il No). Ma siccome il dato è ignoto, i sondaggi sono stati in bilico fino al momento del silenzio elettorale. Silenzio che è scattato alla mezzanotte di venerdì, ma che ieri è stato rotto da un post del leader leghista, Matteo Salvini su X: un Sì a caratteri gialli in campo blu. Il leader M5S Giuseppe Conte non ha parlato di elezioni ma, su Telecolor, ha attaccato il governo per «una cultura basata sul voto clientelare». E criticato il ministro Nordio per l’idea di non far usare il trojan per le intercettazioni.Giorgia Meloni ed Elly Schlein hanno colto l’occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La leader dem è stata alla manifestazione di Libera a Torino. La premier scrive un messaggio su X per rivolgere il pensiero «alle vittime innocenti e alle loro famiglie, che portano ogni giorno il peso di un dolore che riguarda l’intera Nazione». E un ringraziamento a «chi ha sacrificato la propria vita» e agli «eroi silenziosi» che difendono la legalità. Quindi chiude così: «Il compito di non dimenticare e di portare avanti l’opera di chi ha sempre creduto in un’Italia più forte, più giusta e libera da ogni forma di mafia». A irrompere nel silenzio le minacce a Fontana. «Sentirsi augurarsi la morte non può passare sotto silenzio», ha dichiarato lui, sporgendo denuncia. Solidarietà dal presidente del Senato, FdI, Ignazio La Russa: «Nessun dissenso giustifica la violenza. Sono derive che avvelenano il dibattito». Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, scrive direttamente a Fontana la sua «preoccupazione profonda per questa deriva per cui l’avversario politico non viene più visto come qualcuno con idee diverse, ma come un nemico da abbattere. È un clima che alimenta divisione e paura». Per Fabrizio Figini, capogruppo FI in Regione, «la critica, anche dura, è legittima. Ma la minaccia è un atto intimidatorio che va perseguito». «Piena vicinanza» anche dal capogruppo FdI in Regione Christian Garavaglia. «Solidarietà totale» anche dal capogruppo leghista, Massimiliano Romeo che confida «in una condanna trasversale». Fino a sera non ancora arrivata.A Roma voteranno oggi Schlein, alle 11.30 all’istituto De Amcis-Cattaneo; Giuseppe Conte al liceo Virgilio; Carlo Calenda (Azione) alle 16 alla scuola Settembrini; Riccardo Magi (+Eu) alle 10 a Piazza Forlanini. Antonio Tajani (FI) a Fiuggi alle 16.30 e Nicola Fratoianni a Foligno, alle 11.

domenica, 22 Marzo 2026, 07:58
20 ore fa — Redazione Esteri
Voto dei fuorisede

Per questa elezione - a differenza delle tornate del 2024 e del 2025, quando è stata avviata una sperimentazione - non è stato incluso il voto dei fuori sede: sono circa 5 milioni, tra studenti e lavoratori, quanti vivono stabilmente lontano dal Comune di residenza su un corpo elettorale complessivo di circa 50 milioni di cittadini. È però possibile votare in un seggio fuori dal Comune di residenza se si è rappresentanti di lista: alcuni partiti, come Pd, 5 Stelle e Avs hanno dato la possibilità a chi volesse di registrarsi come loro rappresentante di lista: i moduli per la richiesta, però, sono già chiusi.

domenica, 22 Marzo 2026, 07:54
20 ore fa — Redazione Esteri
Le ragioni del Sì e le ragioni del No

(Renato Benedetto) Le ragioni del SìPer i sostenitori del sì, la separazione delle carriere rafforzerà la figura di un giudice terzo rispetto all’accusa e alla difesa, garanzia di imparzialità; il sorteggio dei membri del Csm servirà a ridurre il peso delle correnti (forme associative della magistratura, come fossero i «partiti» delle elezioni dell'Anm, che influiscono anche su quelle per il Csm); l’Alta corte dovrebbe migliorare il sistema disciplinare: tra il 2023 e il 2025 il Csm ha emesso 194 sanzioni a carico di magistrati, circa il 5% degli esposti presentati.Le ragioni del NoI sostenitori del No sottolineano che nel 2024 solo 42 magistrati su quasi 9 mila hanno cambiato funzione tra giudicante e requirente, meno dello 0,5%. Insomma, la separazione è già nei fatti. E invece, sottolineano, si indebolisce la magistratura, attraverso la riforma del Csm, pilastro dell’indipendenza e dell’autonomia delle toghe: il Csm è diviso in due; scelto con il sorteggio e non con le elezioni (per quanto riguarda i togati, per i laici, scelti invece dalla politica, resta una preselezione); privato del potere disciplinare. C'è chi sottolinea anche che la figura del pm, adesso, non è speculare a quella dell'avvocato per la difesa, che cura solo gli interessi del suo assistito: il pubblico ministero è un magistrato e adesso deve cercare le prove per accertare i fatti, considerando anche quelle a favore di chi è accusato.

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