Roma, 9 febbraio 2026 – Si intensifica il dibattito parlamentare sul decreto (dl) Ucraina, con una serie di emendamenti presentati da diversi gruppi politici che mettono in discussione la proroga dell’invio di armi a Kiev, capitale dell’Ucraina. L’iniziativa, che coinvolge deputati del Movimento 5 Stelle (M5s), di Alternativa per la Sovranità (Avs) e i rappresentanti vannacciani del gruppo Misto, propone la soppressione dell’intero articolo 1 del decreto, che disciplina la fornitura di mezzi militari a sostegno delle forze ucraine impegnate nel conflitto con la Russia.
Decreto Ucraina, emendamenti contro la proroga del supporto militare a Kiev
Secondo fonti parlamentari, sono circa una quindicina gli emendamenti depositati al decreto Ucraina, con particolare attenzione all’articolo 1, che prevede il prolungamento della spedizione di armamenti verso l’Ucraina. I deputati vannacciani, insieme al gruppo Avs, hanno elaborato emendamenti analoghi che richiedono la cancellazione totale dell’articolo. Nel dettaglio, il Movimento 5 Stelle ha presentato tra i suoi otto emendamenti uno che mira alla soppressione del primo comma dell’articolo 1, il quale riguarda esplicitamente la fornitura di armi.
Il governo, a quanto si apprende, sarebbe pronto a mettere la questione di fiducia sul decreto Ucraina alla Camera. L’annuncio è atteso domani in Aula.
L’Ucraina, con una popolazione di circa 37,8 milioni di abitanti e una superficie di 603.628 km², è attualmente teatro di una guerra che dura dal febbraio 2022, quando la Russia ha lanciato un’invasione su vasta scala del territorio ucraino. Kiev, la capitale con quasi 3 milioni di abitanti, è il centro amministrativo e politico del paese, che mantiene una forma di governo repubblicana semipresidenziale sotto la presidenza di Volodymyr Zelenskyj.
Contesto geopolitico e umanitario
Il conflitto in Ucraina ha generato una crisi umanitaria e politica di vasta portata, con implicazioni internazionali significative. L’Italia, come membro dell’Unione Europea e attore della comunità internazionale, ha finora sostenuto Kiev anche attraverso l’invio di mezzi militari, parte integrante del sostegno politico e strategico al governo ucraino. Tuttavia, le recenti iniziative parlamentari segnalano una crescente pressione interna per riconsiderare tale politica.
Le discussioni parlamentari in corso riflettono quindi una complessa realtà in cui si intrecciano aspetti strategici, umanitari e politici, con il tema cruciale della fornitura di armi a Kiev al centro del dibattito.






