Roma, 19 gennaio 2026 – Il decreto sicurezza, da mesi in fase di elaborazione, continua a rappresentare uno degli strumenti chiave per il governo nella gestione delle problematiche legate alla sicurezza pubblica e all’integrazione sociale. A intervenire sulla questione è stato oggi il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha commentato la recente drammatica vicenda di un ragazzo accoltellato in classe a La Spezia, esprimendo vicinanza alla famiglia della vittima.
Decreto sicurezza e integrazione: le preoccupazioni di Salvini
Matteo Salvini ha sottolineato come il provvedimento non possa rispondere con la rapidità necessaria a fronteggiare gli eventi quotidiani, spesso “non particolarmente felici”. Il ministro ha posto l’accento sulla responsabilità familiare e sociale nel caso di minori trovati in possesso di armi, evidenziando la necessità di misure più incisive per i giovani non integrati. Nel decreto, infatti, sono previsti provvedimenti specifici per la cessazione dell’accoglienza nei confronti di chi commette reati o si comporta in modo incompatibile con i diritti e le libertà sanciti dalla legge italiana.
Sicurezza nelle scuole e attenzione alle classi multietniche
Salvini ha inoltre richiamato l’attenzione su alcune realtà scolastiche dove la presenza di studenti stranieri supera il 50%, con difficoltà linguistiche e problematiche familiari che complicano ulteriormente il contesto educativo. In tali casi, ha spiegato, è necessario “portare maggiore attenzione”. Tra le misure già previste dal decreto vi è il divieto di possesso di lame di qualsiasi genere da parte dei minori, con eccezioni limitate a motivi di lavoro. In passato, in alcune scuole considerate problematiche, i dirigenti scolastici avevano chiesto controlli a campione da parte delle istituzioni e l’utilizzo di metal detector per garantire la sicurezza degli studenti.






