Roma, 24 febbraio 2026 – Il recente decreto legge sulla sicurezza urbana, varato il 5 febbraio dal Consiglio dei Ministri, prevede un incremento degli stanziamenti destinati ai comuni per il potenziamento degli interventi di sicurezza, con particolare attenzione all’installazione di sistemi di videosorveglianza. La misura introduce un aumento complessivo di 19 milioni di euro per gli anni 2025 e 2026, portando a 48 milioni le risorse disponibili per il 2026.
Incrementi e modalità di finanziamento nel decreto sicurezza
Il decreto legge sicurezza prevede un aumento delle risorse stanziate rispetto alle versioni preliminari circolate nelle settimane scorse: mentre nelle bozze iniziali era previsto un fondo di 50 milioni a partire dal 2026, il testo definitivo ne fissa l’incremento a 29 milioni per il 2026, sommati ai 19 milioni già previsti per il 2025. Per il biennio 2027-2028, invece, non è previsto alcun incremento.
Le risorse destinate alla sicurezza urbana sono finanziate attraverso diverse voci: 20 milioni di euro derivano dalla riduzione del Fondo per la riforma della polizia locale, 25 milioni provengono dal versamento di quote parte del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime di reati di tipo mafioso, estorsione e usura, mentre 3 milioni sono coperti dalla riduzione del Fondo speciale di conto capitale nell’ambito del bilancio triennale 2026-2028.
Va inoltre segnalato che nel decreto non è stato confermato il fondo da 50 milioni di euro previsto nelle bozze per il contrasto agli illeciti sulla rete ferroviaria.
Assegnazione dei fondi ai comuni e criteri di ripartizione
In attuazione del decreto, il Ministero dell’Interno ha approvato la graduatoria definitiva per l’assegnazione di 17 milioni di euro a 254 comuni per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza. Tra i comuni beneficiari figurano importanti realtà urbane come Torino, Parma, Lecce, Novara, Padova, Massa e Modena.
Le risorse si inseriscono nell’ambito dei “patti per l’attuazione della sicurezza urbana”, firmati tra prefetti e sindaci, con l’obiettivo di prevenire e contrastare fenomeni di criminalità diffusa e predatoria. Le richieste per accedere ai fondi sono state complessivamente 2.265 e la graduatoria è stata stilata sulla base di criteri quali l’indice di delittuosità comunale e provinciale, la sicurezza delle aree interessate, e il livello di progettazione dei sistemi di videosorveglianza.
Sono stati privilegiati i piccoli comuni e quelli con condizioni particolari, come dissesto finanziario o scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose negli ultimi dieci anni. La realizzazione degli impianti è subordinata alla sottoscrizione preventiva di un patto con la prefettura e all’approvazione del progetto da parte del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, oltre all’impegno del comune a garantire la manutenzione degli impianti mediante adeguate iscrizioni di bilancio.





