Roma, 13 febbraio 2026 – Il Governo italiano sta per introdurre importanti novità con la prossima approvazione del decreto bollette, destinato a rimuovere gli ostacoli che frenano lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nel Paese. Tra le misure più rilevanti, la società Terna potrà concedere connessioni alla rete elettrica anche oltre la capacità massima nominale dei punti di connessione, per superare il cosiddetto “collo di bottiglia” che, fino ad oggi, ha rallentato la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici.
Decreto bollette, superamento del collo di bottiglia per le rinnovabili
Attualmente, chi intende costruire un impianto rinnovabile deve necessariamente ottenere da Terna la connessione alla rete prima di avviare l’iter autorizzativo. Tuttavia, la saturazione dei punti di connessione limita fortemente l’accesso, provocando una saturazione virtuale della rete: le richieste che arrivano dopo il raggiungimento della capacità massima vengono respinte e i relativi progetti non possono neppure partire con le autorizzazioni. Questo meccanismo rallenta considerevolmente lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, soprattutto in un momento storico in cui la transizione energetica è prioritaria.
Secondo la bozza del decreto bollette, Terna avrà ora la possibilità di rilasciare connessioni anche in eccesso alla capacità disponibile, consentendo agli operatori di avviare le procedure autorizzative senza essere bloccati. Una volta che i progetti saranno autorizzati, Terna dovrà però gestire la capacità di rete con procedure trasparenti e non discriminatorie, garantendo così un equilibrio efficace tra domanda e offerta di connessione.
Ulteriori misure per il contenimento dei costi energetici
Il decreto bollette introduce anche altre disposizioni significative per contenere i costi dell’energia, in particolare per le imprese energivore. Il gas stoccato nel 2022 dal Gse e da Snam sarà rivenduto sul mercato per abbassare i prezzi del gas naturale destinato alle industrie con consumi superiori agli 80.000 metri cubi annui. Inoltre, è previsto un fondo da 200 milioni di euro per Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, con l’obiettivo di eliminare lo spread tra i prezzi del gas alla borsa europea di Amsterdam (TTF) e quella italiana di PSV, che attualmente si attesta intorno ai 3 euro per megawattora.
Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, Arera dovrà presentare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica una proposta per integrare pienamente i mercati del gas italiano e tedesco, attraverso le infrastrutture di trasporto che attraversano il territorio svizzero, favorendo così un mercato più integrato e competitivo a livello europeo.





