Roma, 17 febbraio 2026 – È atteso domani il passaggio in Consiglio dei Ministri del Decreto Bollette, un provvedimento che mira a contenere l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese. Tuttavia, a poche ore dall’incontro, non è ancora disponibile un testo definitivo e i tecnici del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) sono impegnati in simulazioni per valutarne l’efficacia.
Le novità principali del Decreto Bollette
Il decreto prevede una serie di interventi che riguardano i prezzi dell’energia, la rete elettrica e la regolamentazione del sistema elettrico nazionale. Uno dei nodi più complessi riguarda lo spostamento del costo dell’ETS (il sistema europeo di scambio delle emissioni) dai produttori di energia a gas metano verso le bollette dei consumatori. Questa misura, se approvata, potrebbe abbassare il prezzo dell’elettricità, attualmente ancorato a quello del gas, con un conseguente calo delle bollette superiore all’aumento derivante dall’ETS.
Parallelamente, si sta valutando la compatibilità dell’accordo fra la Regione Lombardia e i produttori idroelettrici Edison e A2A: l’intesa prevede la cessione del 15% dell’energia prodotta a prezzi calmierati per le imprese energivore. Il calo previsto nel prezzo dell’elettricità potrebbe però compromettere tale accordo, mettendo a rischio i margini di profitto delle aziende coinvolte.
Bonus energetici e reazioni delle associazioni
Tra le misure più attese spicca l’introduzione di un bonus da 55 euro destinato a circa 4,5 milioni di famiglie vulnerabili, con un ISEE fino a 15.000 euro o famiglie con almeno quattro figli e ISEE fino a 20.000 euro. Questo contributo straordinario, aggiuntivo rispetto al bonus sociale, costerà circa 250 milioni di euro e sarà erogato nel 2026.
Il bonus, pur accolto come un aiuto concreto, ha suscitato critiche da parte di associazioni come il Codacons e l’Unione Nazionale Consumatori. Il Codacons sottolinea come questa misura “non risolva il problema del caro-bollette” e auspica interventi strutturali più incisivi. L’Unione Consumatori evidenzia invece un netto passo indietro rispetto al bonus da 200 euro erogato nel 2025, chiedendo maggiore gradualità e una migliore commisurazione del sostegno ai consumi effettivi.
Intanto, anche all’interno di Confindustria emergono divisioni: le industrie energivore sostengono il decreto per i vantaggi sui costi dell’energia, mentre le imprese energetiche temono una riduzione dei propri margini.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rimane al centro del dossier, coordinando il lavoro tecnico e politico per arrivare a una soluzione condivisa e compatibile con le normative europee.
