Il nuovo ddl migranti varato dal governo italiano si conferma allineato alle normative europee più recenti, come sottolineato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista a “Dritto e rovescio” su Rete4. Il provvedimento, che integra e recepisce il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo approvato nel maggio 2024, prevede misure rigorose per il controllo dei flussi migratori, pur garantendo la tutela di chi si trova in mare.
Il ddl migranti e la normativa europea
Il testo legislativo introduce una strategia di difesa delle frontiere che contempla il respingimento e l’accompagnamento dei migranti irregolari verso paesi di origine o stati considerati sicuri, come l’Albania, ma anche potenzialmente Libia, Tunisia e Marocco. In situazioni di emergenza, come ondate migratorie eccezionali o rischi legati al terrorismo, il governo può disporre il blocco degli accessi nelle acque territoriali italiane. Tajani ha precisato che questa linea non significa abbandonare le persone in difficoltà in mare, ma piuttosto garantire un accompagnamento ordinato verso centri di identificazione o verso paesi con cui sono in essere accordi.
Il ddl si inserisce in un contesto europeo che punta a un sistema comune di asilo (CEAS) più efficace e rigoroso, con l’Italia che assume un ruolo di guida nella gestione delle frontiere esterne dell’Unione. Tra le novità, spiccano le procedure accelerate di rimpatrio alla frontiera e regole più stringenti per la concessione della protezione complementare, soprattutto per evitare abusi legati ai ricongiungimenti familiari.
La posizione di Antonio Tajani sul fenomeno migratorio
Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri dal 2022, ha ribadito l’intenzione di incrementare i flussi di immigrazione regolare, calibrati sulle esigenze produttive italiane, in particolare nei settori agricolo e industriale. Ha evidenziato l’importanza di lavoratori formati e inseriti correttamente nel tessuto sociale, contrastando fenomeni di degrado e illegalità legati a gruppi criminali.
Il ministro ha messo in luce la drammaticità delle morti in mare, attribuendo la responsabilità ai trafficanti di esseri umani, che operano in sinergia con organizzazioni criminali dedite anche al traffico di armi e droga. Ha ribadito la necessità di una lotta senza quartiere contro queste reti, per la salvaguardia della vita umana e della sicurezza nazionale.
I contenuti principali del disegno di legge
Il ddl prevede misure operative e di governance per affrontare la gestione migratoria, tra cui:
- La possibilità di interdizione delle acque territoriali italiane in caso di minacce gravi all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale;
- Il trattenimento regolamentato degli stranieri durante l’esame delle domande di protezione internazionale.
- L’allargamento delle ipotesi di espulsione giudiziale e procedure accelerate per l’esecuzione;
- L’istituzione di un sistema di sorveglianza integrata delle frontiere per monitorare e prevenire i flussi migratori irregolari;
- L’introduzione di criteri più rigorosi per la protezione complementare e il ricongiungimento familiare, al fine di evitare abusi e garantire la tutela di chi realmente necessita di protezione;
- La condizionalità delle prestazioni di accoglienza all’effettiva permanenza nei centri assegnati, con revoche in caso di violazioni o disponibilità economiche sufficienti.
Il governo ha inoltre previsto una delega ampia per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi che adegueranno ulteriormente la normativa italiana alle direttive comunitarie, consolidando così un approccio integrato e conforme al quadro europeo.






