Roma, 4 marzo 2026 – Nel corso della seduta di oggi al Senato, si è registrata una significativa presa di posizione all’interno del Partito Democratico (Pd) sul disegno di legge contro l’antisemitismo, in discussione nell’aula parlamentare. Il senatore Graziano Delrio, figura di spicco del Pd e attuale membro della 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, ha rotto il silenzio annunciando il voto favorevole di alcuni colleghi dem al ddl, in contrasto con l’astensione prevalente nel gruppo.
La posizione di Graziano Delrio e il dibattito nel Pd
Secondo Delrio, che ha ricordato il dibattito sereno avvenuto in commissione Affari costituzionali, la scelta di alcuni senatori Pd di votare sì non rappresenta una dissociazione dal partito ma una presa di responsabilità. “Crediamo che questo provvedimento rompa un silenzio della cultura democratica del paese che non ha discusso abbastanza di questa emergenza”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di fare “un piccolo passo avanti” e di rispondere all’appello della senatrice Segre e della presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni. Delrio ha così evidenziato come la fiducia nel ddl rappresenti “una speranza per le persone che stanno soffrendo una condizione difficile” e un segnale che il Parlamento è al loro fianco.
Parallelamente, il capogruppo Pd al Senato Andrea Giorgis ha annunciato l’astensione del gruppo, che vuole però rappresentare “un segno di vicinanza” e la promessa di un impegno continuo nella lotta contro ogni forma di odio e discriminazione verso gli ebrei e tutte le minoranze.
Le reazioni dal Senato: tensioni e critiche
La discussione ha visto un clima acceso, soprattutto con il Movimento 5 Stelle che ha annunciato un voto contrario, motivato dall’errore di equiparare antisemitismo e antisionismo, come dichiarato dalla senatrice Alessandra Maiorino. Dal fronte Pd, inoltre, il senatore Francesco Verducci ha definito “imbarazzante” il mancato sostegno dei gruppi di destra a un ordine del giorno da lui promosso per rafforzare il contrasto all’uso dei simboli nazifascisti, sottolineando il legame tra neofascismo e antisemitismo ancora denunciato da esperti come Gadi Luzzatto Voghera, direttore del Cdec.
Nel contesto, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, che ha ripetutamente sollecitato l’azione del Parlamento, ha recentemente evidenziato la crescita dell’antisemitismo in Italia, soprattutto nei gruppi di estrema destra e neofascisti, e la necessità di una risposta corale e determinata.
La votazione ha infine registrato 105 sì, 24 no e 21 astensioni, con un primo via libera all’aula del Senato che segna una tappa importante nella lotta contro l’antisemitismo nel Paese.
Ucei: “Via libera importante, l’antisemitismo è un veleno per tutta la società”
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime soddisfazione per l’approvazione in Senato del disegno di legge volto a contrastare l’antisemitismo e ad adottare la definizione operativa dell’Ihra. Secondo l’Ucei, il voto dell’Aula rappresenta “una vittoria per l’intera società civile”, e non soltanto per la comunità ebraica italiana.
Il provvedimento, passato dopo un confronto lungo e articolato, è frutto di diverse iniziative parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione. Nella nota diffusa dopo il primo via libera di Palazzo Madama, l’Unione sottolinea come si sia giunti a una sintesi condivisa grazie a un percorso complesso, che ha richiesto responsabilità e capacità di mediazione. L’obiettivo, si legge, è dotare il Paese di un quadro normativo chiaro e condiviso contro l’odio antiebraico.
La definizione Ihra punto di riferimento
Nel corso dell’esame sono stati approvati emendamenti ritenuti significativi ed è stata confermata come riferimento la definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance, già adottata da numerosi Stati anche extraeuropei. Una scelta considerata essenziale dalle istituzioni dell’ebraismo italiano.
L’Ucei ha inoltre espresso apprezzamento per la collaborazione istituzionale tra i diversi gruppi politici, evidenziando lo spirito di cooperazione che ha caratterizzato il lavoro parlamentare.
Un impegno condiviso contro l’odio
Nel comunicato si ribadisce che l’antisemitismo non riguarda soltanto gli ebrei, ma rappresenta un “veleno strutturale” che mina i principi democratici e la convivenza civile. Durante l’iter legislativo, l’Unione ha seguito con attenzione i lavori, mantenendo un confronto costante con il Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, generale Pasquale Angelosanto, e con la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (Cdec).
Pur sottolineando che la convergenza parlamentare avrebbe potuto essere più ampia, l’Ucei considera il voto odierno un segnale forte e inequivocabile: il contrasto all’antisemitismo è una priorità nazionale. Per l’Unione si tratta di un punto di partenza da affiancare ad altre iniziative di sensibilizzazione, nella convinzione che quando le istituzioni parlano con una voce unitaria sui valori fondamentali, si rafforzi l’intero sistema democratico del Paese.
Ddl antisemitismo, sei senatori Pd votano a favore
Sono sei i senatori del Partito Democratico che hanno espresso voto favorevole al disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo. Oltre a Graziano Delrio, che aveva annunciato in Aula la propria posizione, dai tabulati risultano anche i nomi di Alfredo Bazoli, Pier Ferdinando Casini, Filippo Sensi, Walter Verini e Sandra Zampa.
Nel gruppo dem, che conta complessivamente 36 componenti, le astensioni sono state 21. Gli altri senatori risultavano assenti o in missione al momento della votazione.
La posizione di Tatiana Rojc
La senatrice Tatiana Rojc, pur presente in Aula, non ha partecipato al voto. All’ANSA ha spiegato di condividere pienamente l’impegno contro l’antisemitismo e contro ogni forma di intolleranza o razzismo nei confronti delle minoranze, ma ha sottolineato che, a suo avviso, si sarebbe potuti arrivare a un testo più ampio e maggiormente condiviso da tutte le forze politiche.
Ddl antisemitismo, De Poli: “Dal Pd una rincorsa alle ideologie della sinistra”
Il voto sul disegno di legge contro l’antisemitismo accende lo scontro politico. Il senatore Antonio De Poli, segretario nazionale dell’Udc, commenta la posizione del Partito Democratico parlando di un’occasione mancata. A suo giudizio, i senatori dem che hanno scelto di discostarsi dalla linea del gruppo avrebbero dato “una lezione di coerenza”, mentre il partito nel suo complesso avrebbe rinunciato ad assumere una posizione autonoma, continuando a inseguire quelle che definisce “ideologie cieche della sinistra”.
De Poli sottolinea come, a suo avviso, l’opposizione abbia deciso di non cogliere l’appello lanciato dalla senatrice a vita Liliana Segre, a differenza di una maggioranza trasversale che ha sostenuto il provvedimento.
I dati sull’antisemitismo
Nel suo intervento, il leader centrista richiama anche le cifre fornite dal Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, secondo cui nel 2025 gli episodi di antisemitismo sarebbero aumentati del 400% rispetto al 2022. Inoltre, il 14% degli italiani si direbbe favorevole all’espulsione degli ebrei dal Paese.
Di fronte a questi numeri, conclude De Poli, il Parlamento avrebbe dovuto esprimere un segnale di “grande maturità” e compattezza istituzionale.
Strada (Pd): “Il Ddl sull’antisemitismo rischia di limitare il diritto di critica”
L’approvazione in Senato del disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo suscita critiche anche nel Partito Democratico. L’eurodeputata Cecilia Strada, intervenendo da Bruxelles, definisce il testo “allarmante” e sostiene che possa rendere più difficile esprimere critiche sulle violazioni dei diritti umani a Gaza e in Cisgiordania.
Secondo Strada, mentre al Parlamento europeo si fatica a discutere apertamente della questione palestinese in plenaria, in Italia si approva una norma che, a suo avviso, rischia di comprimere il dibattito pubblico. L’eurodeputata ritiene che il richiamo alla definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance possa tradursi, nei fatti, in un’equiparazione tra dissenso rispetto alle politiche israeliane – che lei definisce di apartheid e occupazione illegale – e comportamenti antisemiti.
“Non confondere antisemitismo e dissenso politico”
Strada sottolinea che combattere l’antisemitismo è necessario, ma avverte del rischio di confondere l’odio antiebraico con il diritto di criticare le scelte di un governo accusato di violare il diritto internazionale. A suo giudizio, inserire la questione in una cornice prevalentemente securitaria, in cui il dissenso viene percepito come minaccia alla sicurezza nazionale, potrebbe comportare un’erosione del diritto di critica incompatibile con un sistema democratico.
L’eurodeputata ricorda infine che in Italia esiste già uno strumento normativo per contrastare fenomeni di odio e discriminazione, la legge Mancino, e invita a garantirne una piena applicazione.
Comunità ebraica di Milano: “Una scelta che segnerà la sinistra”
Il voto del Senato sul disegno di legge contro l’antisemitismo accende la reazione della Comunità ebraica di Milano. Il presidente Walker Meghnagi esprime rammarico per l’atteggiamento di una parte delle forze di opposizione, sostenendo che fino all’ultimo si fosse sperato che “ideologie estremiste” non ostacolassero una norma nata, a suo dire, per contrastare la crescente ondata di violenze contro cittadini di religione ebraica.
Meghnagi sottolinea come i dati e le cronache quotidiane evidenzino un aumento significativo delle aggressioni antisemite, e giudica negativamente la scelta di chi, in area di sinistra, non ha sostenuto il provvedimento. Nel voto di Palazzo Madama, il M5S e Avs si sono espressi contro, mentre il Partito Democratico si è diviso.
“Il governo si assume una grande responsabilità”
Di segno opposto il giudizio sulla maggioranza. Secondo il presidente della Comunità milanese, l’esecutivo avrebbe scelto di non seguire quella che definisce una “corrente antisemita”, assumendosi la responsabilità di difendere i valori sanciti dalla Costituzione. A suo avviso, la legge rappresenta non solo un intervento normativo rilevante, ma anche un messaggio sociale forte.
Meghnagi rivolge quindi un ringraziamento al presidente del Senato Ignazio La Russa, ai senatori Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Massimiliano Romeo, Mariastella Gelmini e Ivan Scalfarotto, oltre ai parlamentari del Pd che hanno votato a favore discostandosi dalle indicazioni del partito.
In conclusione, il presidente della Comunità ebraica di Milano afferma che la posizione assunta da una parte della sinistra “resterà come una macchia indelebile” nella sua storia politica.






