Firenze, 21 febbraio 2026 – Nel corso dell’iniziativa “L’Italia che riparte” organizzata a Firenze dal Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein ha espresso forti critiche nei confronti della gestione del governo Meloni riguardo i dazi imposti dagli Stati Uniti e le ripercussioni sull’economia italiana. La guerra commerciale avviata dal presidente Trump continua a generare incertezze e problemi per le imprese italiane, che rischiano di subire ulteriori danni se non verranno adottate misure adeguate.
Schlein, impatto dei dazi sull’economia italiana
Schlein ha evidenziato come l’economia italiana, fortemente orientata alle esportazioni, sia particolarmente vulnerabile agli effetti negativi dei dazi americani, aggravati da altri fattori come i costi dell’energia, tra i più elevati in Europa, e salari che rimangono tra i più bassi del continente.
Questi elementi combinati contribuiscono a creare un quadro di forte preoccupazione per imprenditori e lavoratori, che già stanno vivendo una fase di difficoltà. Secondo la leader del Pd, il governo italiano avrebbe sottovalutato fin dall’inizio l’impatto “molto duro” dei dazi sulle imprese e sui lavoratori italiani, senza mettere in campo un piano concreto di sostegno.
Critiche al governo Meloni e attesa per le misure di sostegno
La segretaria del Partito Democratico ha ricordato come fosse stato annunciato un piano da 24 miliardi per fronteggiare l’emergenza, ma che ad oggi tale piano “è sparito nel nulla”. Ha inoltre citato come esempio la Spagna, che ha immediatamente adottato un piano da 14 miliardi per sostenere la propria economia. Schlein ha sollevato dubbi sull’eventuale convocazione da parte del governo delle parti sociali e imprenditoriali, sottolineando l’“incertezza” generata dalle possibili nuove misure doganali Usa.
Infine, ha lanciato un appello al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo se intenderà difendere gli interessi degli italiani o continuare a schierarsi a favore del suo “amico” Trump, alla luce della recente sentenza della Corte Suprema Usa che ha ribadito i limiti costituzionali dei poteri esecutivi.






