Roma, 17 marzo 2026 – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso la sua posizione riguardo alla situazione di sicurezza nel Libano e al ruolo della missione Unifil guidata dalle Nazioni Unite. In un’intervista a Diario del Giorno, Crosetto ha sottolineato che la priorità attuale è garantire la sicurezza dei militari italiani e degli altri contingenti internazionali coinvolti nelle operazioni di pace, un obiettivo finora raggiunto con successo.
Unifil e il futuro della sicurezza in Libano
Crosetto ha evidenziato che le alternative per il futuro della regione sono essenzialmente due: una missione multilaterale delle Nazioni Unite che si occupi del disarmo di Hezbollah, o un intervento militare israeliano, che sta già operando con azioni belliche per lo stesso scopo. Il ministro ha ribadito l’importanza del ruolo delle Nazioni Unite, non solo in Libano ma anche in altre aree di crisi come Gaza e Ucraina, auspicando un multilateralismo rinnovato e più efficace. L’Italia, ha aggiunto, conferma il suo fermo sostegno all’Onu come foro privilegiato per la risoluzione pacifica delle controversie internazionali.
Il mandato della missione Unifil è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026, con un ulteriore anno per completare il ritiro del personale. Tuttavia, la pressione di Israele e Stati Uniti per la chiusura della missione riflette la convinzione che l’esercito libanese debba assumersi maggiori responsabilità nella sicurezza del sud del paese e nel disarmo di Hezbollah.
Crosetto annuncia un’evacuazione militare da Baghdad
Nella stessa intervista, Crosetto ha annunciato l’avvenuta evacuazione in condizioni di sicurezza di alcuni militari italiani da Baghdad, grazie alla collaborazione dei servizi di intelligence italiani. Dopo essere usciti dall’Iraq, i militari sono stati trasferiti in Kurdistan, poi in Turchia e infine rientreranno in Italia. Il ministro ha precisato che continueranno a essere fatti rientrare altri militari da Erbil e dal Kuwait, mentre quelli rimasti sul terreno dovranno disporre di garanzie di sicurezza e di un ruolo operativo concreto.
Crosetto ha infine ribadito che l’impegno dell’Italia nelle missioni di pace proseguirà con un contributo qualificato volto a favorire la sicurezza globale e la stabilità internazionale, confermando la centralità di un approccio multilaterale e diplomatico nelle crisi attuali.
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