Roma, 2 marzo 2026 – È rientrato in Italia il ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo essere rimasto bloccato a Dubai a causa delle tensioni e degli attacchi militari in Medio Oriente, innescati dall’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dalla successiva rappresaglia iraniana contro gli Emirati Arabi Uniti. Il ritorno del ministro, avvenuto su un volo militare partito da Mascate, capitale dell’Oman, non ha tuttavia placato la bufera politica e le polemiche sull’assenza del titolare della Difesa durante una fase così delicata per la sicurezza internazionale.
Il rientro da Dubai e le polemiche politiche
Guido Crosetto era arrivato a Dubai venerdì scorso con un volo di linea per motivi personali, accompagnato dalla famiglia. Nel corso dei giorni, l’attacco inaspettato da parte dell’Iran ha creato una situazione di emergenza che ha portato alla chiusura dello spazio aereo nella regione, bloccando il ministro e centinaia di italiani negli Emirati Arabi Uniti. Crosetto ha spiegato in un’intervista a La Stampa di non essere stato avvisato preventivamente dell’attacco e di aver preferito rimanere in zona venti ore in più per non provocare ulteriore allarme tra i suoi familiari, che si trovavano con lui.
Il ministro ha inoltre chiarito che la Difesa italiana ha continuato a operare regolarmente, sottolineando: «La Difesa italiana non si ferma se il ministro non è nel suo ufficio! Io sono sempre in giro per il mondo». Ha ribadito che la decisione di rimanere a Dubai non ha influito sulla gestione della crisi e che il suo impegno è stato costante anche da remoto.
La richiesta di dimissioni
Nonostante queste precisazioni, l’opposizione, in particolare il Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione parlamentare e chiesto le dimissioni immediate di Crosetto. Il vicepresidente M5s, Stefano Patuanelli, ha definito la vicenda «allarmante» e ha sottolineato come sia ingiustificabile che il ministro della Difesa si trovasse in una delle zone più colpite dalla controffensiva iraniana senza essere stato preventivamente informato. Giuseppe Conte ha aggiunto che l’immagine del ministro «isolato a Dubai come un turista qualsiasi» è emblematica della perdita della dignità politica del governo. Anche altri esponenti dell’opposizione, come Riccardo Magi di Più Europa, hanno sottolineato l’«isolamento» e la «grave irrilevanza» dell’Italia nel contesto internazionale, evidenziando un deficit di comunicazione e coordinamento da parte dell’esecutivo.
Il ministro Crosetto, da parte sua, ha definito «vergognose e basse» le polemiche, difendendo il proprio operato e ribadendo di non aver bisogno di lezioni in tema di senso dello Stato e delle istituzioni.
La situazione geopolitica e il ruolo dell’Italia
Il contesto che ha portato al blocco del ministro Crosetto è segnato da un’escalation militare senza precedenti nel Medio Oriente. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani, che secondo fonti ufficiali israeliane ha coinvolto circa 1.200 bombe e il richiamo di 100.000 riservisti, l’Iran ha risposto con missili lanciati contro gli Emirati Arabi Uniti, una mossa non prevista dalle intelligence occidentali, come ha confermato lo stesso Crosetto.
Il conflitto ha causato numerose vittime, tra cui almeno otto persone uccise in Israele dall’impatto di un missile iraniano, e ha determinato una situazione di forte instabilità regionale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l’operazione potrebbe durare fino a quattro settimane, annunciando anche colloqui con la nuova leadership iraniana, dopo la recente morte del leader supremo Ali Khamenei, avvolta da un alone di mistero e smentite contrastanti.

Sul fronte europeo, l’Unione ha convocato i ministri degli Esteri per valutare le possibili ripercussioni e prevenire ulteriori escalation. La Russia e la Cina hanno duramente criticato gli Stati Uniti, definendo l’attacco un «cinico assassinio» contrario al diritto internazionale.
Per quanto riguarda l’Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la costituzione di una Task Force dedicata all’assistenza degli italiani bloccati nel Golfo, mentre il governo è impegnato nel monitoraggio costante della crisi. Crosetto ha assicurato che ogni eventuale richiesta di supporto militare da parte di Stati Uniti o Israele sarà valutata con attenzione dal governo e, se necessario, coinvolgendo il Parlamento.
Il ministro ha inoltre chiarito che l’Italia non ha partecipato direttamente agli attacchi e che al momento non si intravede il rischio di un conflitto globale, ma solo una forte instabilità regionale.






