Roma, 28 febbraio 2026 – In un contesto di crescente tensione nel Medio Oriente, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha espresso la posizione ufficiale dell’Italia riguardo il conflitto in Iran, intervenendo nell’edizione straordinaria del Tg1. Crosetto ha sottolineato che l’obiettivo principale non è una guerra prolungata, ma piuttosto una pressione mirata a far desistere Teheran dal perseguire armi nucleari.
Crosetto: “Non sarà una guerra di lunga durata“
Secondo il ministro, la strategia degli USA e dei loro alleati, tra cui Israele, punta a convincere l’Iran a modificare radicalmente la sua politica sulle armi nucleari. “Dipenderà molto dalla politica, dalle reazioni e dalle volontà iraniane“, ha dichiarato Crosetto, evidenziando che un conflitto esteso sarebbe difficile da sostenere, anche per gli Stati Uniti, a causa dell’enorme estensione territoriale e della popolazione iraniana, che supera i 92 milioni di abitanti.
Il ministro ha escluso l’ipotesi di un’operazione militare volta alla conquista dell’Iran, sottolineando che non esiste un’alternativa immediata al regime attuale e che la complessità geopolitica e demografica rende questa opzione impraticabile. L’obiettivo è “costringere l’Iran a sedersi a un tavolo negoziale e a desistere dal tentativo di ottenere l’arma nucleare“, ha concluso Crosetto, definendo il possesso di armi atomiche da parte di Teheran una “variabile totalmente impossibile da controllare”.
Cresce la tensione dopo gli attacchi USA-Israele
La dichiarazione del ministro arriva nel giorno in cui USA e Israele hanno lanciato un attacco preventivo contro l’Iran, pianificato da mesi, con l’obiettivo dichiarato di impedire a Teheran di dotarsi dell’arma atomica. L’operazione militare ha colpito diverse basi americane nel Golfo, tra cui quelle in Bahrain, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. In risposta, i Guardiani della rivoluzione iraniani hanno annunciato un’operazione di rappresaglia, lanciando missili contro obiettivi statunitensi e israeliani.
Nel frattempo, si susseguono gli allarmi in Israele, con sirene antiaeree attivate a Tel Aviv e Gerusalemme per nuovi lanci di missili balistici dall’Iran. Fonti non ufficiali riferiscono la possibile morte di alti comandanti iraniani, tra cui il capo delle Guardie Rivoluzionarie, mentre il governo italiano, attraverso Palazzo Chigi, ha espresso la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana, sottolineando la necessità di rispettare i diritti civili e politici in un momento così delicato.
Il conflitto ha dunque assunto una dimensione internazionale con forti implicazioni geopolitiche, mentre la comunità internazionale continua a monitorare con attenzione lo sviluppo della crisi e a sollecitare il ritorno al dialogo diplomatico.






