Roma, 23 febbraio 2026 – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna a sollevare un tema delicato e controverso, questa volta in merito alle posizioni mutuate sul referendum costituzionale riguardante la riforma della separazione delle carriere e il sorteggio in magistratura. Su X Crosetto ha espresso perplessità nei confronti di chi ha cambiato radicalmente idea, passando dal favore al No al Sì, ipotizzando che questa inversione possa essere legata a “velate minacce“.
Crosetto: “Velate minacce e cambi di casacca“
Il ministro ha scritto che molti esponenti politici e non solo, che ora sostengono il No alla riforma, hanno mutato posizione in maniera “radicale“, rinnegando le proprie precedenti idee. Crosetto ha sottolineato come, di fronte a queste “velate minacce” quotidiane e agli abusi di potere degli ultimi anni, serva coraggio per mantenere ferme le proprie convinzioni, soprattutto quando il potere mediatico e sociale può influenzare pesantemente le persone, senza pagare alcun prezzo. Per il ministro, la certezza del diritto rimane il fondamento imprescindibile di una democrazia.
Come mai tanti esponenti politici e non solo, hanno cambiato radicalmente posizione ed idee sulla separazione delle carriere o sul sorteggio come sistema per dare garanzie maggiori di imparzialità?
Me lo chiedo perché mentre rispetto le persone che da sempre hanno idee simili a…— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) February 23, 2026
Il contesto politico e la tensione con la magistratura
Le affermazioni di Crosetto si inseriscono in un clima politico già teso, segnato da accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. In un’intervista al Corriere della Sera, Crosetto aveva indicato come “l’opposizione giudiziaria” rappresenti il principale pericolo per la stabilità del governo Meloni, citando presunte riunioni di correnti della magistratura tese a contrastare l’esecutivo. Queste dichiarazioni hanno scatenato una forte reazione dalla magistratura, con il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Giuseppe Santalucia, che ha definito le accuse come “fake news” e dannose per le istituzioni.
Le opposizioni hanno chiesto a gran voce che Crosetto chiarisca le sue affermazioni in Parlamento, mentre all’interno della maggioranza i toni sono più difensivi ma non mancano appelli a procedere con la riforma della giustizia, considerata prioritaria rispetto ad altre riforme.
In parallelo, il Comitato per il No al referendum, costituito a settembre 2025 con l’obiettivo di difendere l’attuale sistema di garanzie garantito dalla Costituzione, si prepara a una campagna di sensibilizzazione, sottolineando i rischi della modifica costituzionale e invitando i cittadini a partecipare attivamente alla consultazione prevista per il 2026.






