Roma, 16 gennaio 2026 – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha convocato oggi al ministero il primo incontro del Comitato strategico incaricato di dare avvio ai lavori preliminari per la stesura del disegno di legge di riforma delle Forze armate italiane. Questo passaggio segna l’inizio di un processo di revisione volto ad adattare l’istituzione militare alle nuove sfide geopolitiche e operative del Paese.
Crosetto, avvio dei lavori per la riforma delle Forze armate
Nel corso della riunione, Crosetto ha sottolineato che la riforma non sarà “del ministro”, ma una trasformazione complessiva e condivisa delle Forze armate, che deve rispondere alle esigenze operative, organizzative e strategiche dell’Italia. Il Comitato strategico, composto da esperti e operatori del settore della difesa e sicurezza sia a livello nazionale che internazionale, lavorerà su diversi fronti. Tra gli obiettivi principali figurano il miglioramento delle capacità operative, la semplificazione dei processi amministrativi e la riorganizzazione di strutture e personale, con particolare attenzione alla creazione di una riserva selezionata e allo sviluppo delle capacità di cybersicurezza.
Crosetto ha inoltre evidenziato l’importanza di basare la revisione sull’esperienza concreta di chi opera sul campo, assicurando il pieno coinvolgimento delle Forze armate in tutte le fasi di analisi ed elaborazione del ddl. Quando la riforma sarà presentata in Parlamento, saranno proprio uomini e donne delle Forze armate a illustrare i contenuti, sottolineando i limiti attuali e le reali necessità.

Incremento del personale e innovazioni strategiche
Tra i temi cardine emersi nelle settimane precedenti vi è la necessità di superare la legge 244, che limita il personale della Difesa a 170mila unità. Crosetto ha ribadito che “dobbiamo buttarla via” e che occorre aumentare il numero degli effettivi, garantendo al contempo tutele adeguate. In un contesto di guerre ibride e crescenti minacce, si punta a rendere le Forze armate più efficienti e resilienti, anche attraverso l’introduzione di meccanismi innovativi come la leva militare volontaria e la creazione di una riserva selezionata con incentivi economici.
Il ministro ha inoltre posto l’accento sull’importanza di una maggiore professionalizzazione e di un ampliamento delle missioni all’estero, citando come esempio la presenza italiana in Niger, finalizzata a prevenire flussi migratori e garantire la sicurezza internazionale. Questi elementi saranno alla base del disegno di legge, che mira a ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e a rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario globale.





