Roma, 28 marzo 2026 – È alta la tensione politica a seguito del controllo di polizia effettuato questa mattina nella stanza d’albergo romana dell’eurodeputata Ilaria Salis, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). L’intervento, definito “controllo preventivo”, ha subito suscitato polemiche e accuse di violazione dell’immunità parlamentare.
Il controllo in hotel e le reazioni politiche
Secondo la ricostruzione fornita da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, Salis è stata svegliata all’alba da due agenti della polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un controllo preventivo. Nonostante l’eurodeputata si sia qualificata immediatamente, gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di allontanarsi senza procedere ad alcun atto formale o perquisizione.
Bonelli e Fratoianni hanno definito l’episodio “di una gravità inaudita, ancora più grave perché avvenuto a poche ore dalla manifestazione nazionale No Kings Italy, prevista nel pomeriggio a Roma contro ‘re, guerre e autoritarismo’”. I due leader hanno espresso forte preoccupazione per la violazione dell’articolo 68 della Costituzione, che garantisce l’immunità parlamentare, e hanno chiesto al Ministro dell’Interno Piantedosi e al governo di chiarire perché non sia stato tutelato l’europarlamentare nei rapporti con il governo tedesco, da cui sarebbe partita la segnalazione che ha originato il controllo.
Dalla Questura di Roma è arrivata una precisazione: il controllo non è stato un’iniziativa autonoma della polizia italiana, ma un atto dovuto su richiesta di un paese terzo nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia Schengen, e si è concluso senza perquisizioni o atti aggiuntivi dopo l’identificazione. La Questura ha inoltre escluso qualsiasi collegamento tra il controllo e la manifestazione in programma, sottolineando che non vi è stata alcuna discrezionalità nelle azioni degli agenti.
Le parole dell’avvocato di Ilaria Salis
L’avvocato di Ilaria Salis, Eugenio Losco, ha denunciato una violazione dell’immunità parlamentare: “A prescindere dalla segnalazione di un altro Paese, è stata violata l’immunità della nostra assistita, perché è stato effettuato un controllo preventivo di cui non si è capita la natura, dato che a lei non è stato comunicato nulla”. Losco ha inoltre sottolineato che non risulta alcun coinvolgimento di Salis in indagini in corso in Germania e ha ipotizzato che “il clima politico e i nuovi provvedimenti che ampliano i poteri preventivi di polizia abbiano potuto incidere sul controllo”.
Dal fronte politico, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha invitato a “non alzare polveroni di falsità” e a attendere “la verità fornita dal Questore”. Dall’opposizione, invece, si levano voci di critica e solidarietà: il senatore Pd Filippo Sensi ha definito l’episodio “molto grave” pur non condividendo le posizioni politiche di Salis, mentre il capogruppo Avs in Commissione Affari costituzionali, Filiberto Zaratti, ha chiesto che il Ministro Piantedosi venga in Parlamento per spiegare l’accaduto, ribadendo la necessità di rispettare le garanzie costituzionali dei parlamentari.
Sulla vicenda è intervenuta anche la stessa Ilaria Salis con un post sui social: “L’Italia è ormai un regime. La polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo per un controllo preventivo durato oltre un’ora, in vista della manifestazione di oggi. Viviamo in uno Stato di polizia, ma non ci lasceremo intimidire. Manifestare è un diritto da difendere”.
L’episodio riapre così il dibattito sulle prerogative degli europarlamentari, l’interpretazione dell’immunità parlamentare e i rapporti tra le autorità italiane e quelle di altri Paesi europei, in un contesto segnato da tensioni politiche e da un’attività di controllo rafforzata in vista di manifestazioni pubbliche di rilievo.






