Roma, 10 marzo 2026 – Il dibattito sulla riforma della giustizia continua a infiammare il panorama politico italiano. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha pubblicato un video sui social in cui accusa duramente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di diffondere informazioni false riguardo alla riforma in discussione e invita gli italiani a votare NO al referendum, definito una misura “salva casta”.
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Conte attacca la riforma e smentisce Meloni
Nel video, Conte sostiene che la riforma non mira a migliorare l’efficienza della giustizia, come affermato da Meloni, ma piuttosto a rafforzare il controllo politico sugli organi giudiziari. Secondo il leader M5S, mentre i magistrati componenti dei due nuovi Consigli superiori della magistratura (CSM) e dell’Alta Corte sono scelti attraverso un sorteggio “puro”, i rappresentanti laici, nominati dal Parlamento, arrivano con un mandato politico ben definito.
“Il sorteggio dei laici è una finzione”, afferma Conte, che denuncia come questa riforma permetterebbe al governo e alla maggioranza di turno di scegliere non solo i magistrati, ma anche il presidente della Repubblica e altri organi di garanzia. In questo modo, sostiene, si creerebbe un sistema di controllo politico senza precedenti nella storia italiana.
Conte replica anche alle affermazioni di Meloni che parlano di una separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri già presente in molti Paesi europei. Secondo lui, questa è una “grave inesattezza”: in realtà, sottolinea, in Europa esistono sistemi diversi e in alcuni casi il pubblico ministero è addirittura soggetto a controllo e condizionamento da parte del governo.
Inoltre, il leader pentastellato smentisce l’idea che i percorsi professionali tra giudice e pubblico ministero si incrocino frequentemente in Italia, evidenziando che i passaggi sono ormai quasi inesistenti e che, se si fosse voluto abolirli, sarebbe bastata una legge ordinaria per modificare la normativa vigente, come la cosiddetta “legge Cartabia”.
Le critiche di Conte e le risposte alla maggioranza
Conte ha fatto ascoltare estratti di interventi parlamentari del ministro della Giustizia Carlo Nordio e della senatrice leghista Giulia Bongiorno, entrambi contrari all’interpretazione proposta dalla presidente Meloni sulla riforma. Bongiorno ha definito “ignoranti” coloro che sostengono che la riforma renderebbe la giustizia più efficiente.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha inoltre sottolineato come la vera riforma necessaria non sia quella proposta da Meloni, ma un investimento serio in risorse umane, strutture e infrastrutture digitali per la giustizia, accompagnato da una formazione adeguata e da una semplificazione che non vada a discapito della tutela dei diritti, estesa a tutti i cittadini e non solo ai politici.
“Meloni mente sapendo di mentire e tenta di coprire la vera finalità della sua riforma”, ha dichiarato Conte, ribadendo che gli italiani hanno ormai compreso che il referendum serve a proteggere chi è al governo dalle inchieste giudiziarie.
Nei giorni precedenti, il Movimento 5 Stelle ha organizzato una mobilitazione territoriale informativa con la campagna #VotaNoAlSalvaCasta, per incontrare i cittadini e spiegare le ragioni del NO al referendum che si terrà il 22 e 23 marzo prossimi.






