Roma, 17 gennaio 2026 – Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, interviene con una lettera pubblicata sul Corriere della Sera per chiarire la propria posizione riguardo alla politica estera italiana e ai rapporti con gli Stati Uniti, replicando ad alcune interpretazioni critiche apparse recentemente.
Giuseppe Conte: “Non sono il sosia del premier di ieri, ma sempre io”
Giuseppe Conte afferma con forza di non essere cambiato rispetto al periodo in cui ricopriva la carica di presidente del Consiglio: “Non sono il sosia del Conte premier. Sono sempre io“. Pur ora all’opposizione, il leader pentastellato sottolinea di vivere la politica estera mantenendo lo stesso spirito critico che ha caratterizzato il suo governo, soprattutto nei confronti delle storiche alleanze italiane, come quella con gli USA.
Conte ricorda come, da premier, abbia instaurato rapporti stretti con l’amministrazione di Donald Trump, guidati dall’amicizia storica tra i due Paesi, ma anche come abbia avuto la fermezza di dire “no” agli USA quando ciò è stato necessario a tutela degli interessi nazionali e dei principi del diritto internazionale.
Il leader del M5S respinge inoltre l’idea che la sua linea politica coincida con quella dell’attuale governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni e sostenuto da figure come Matteo Salvini. “Se Conte fosse ancora premier“, scrive, “l’Italia avrebbe sanzionato Israele, imposto l’embargo delle armi e bloccato le collaborazioni militari con chi ha commesso un genocidio“. Inoltre, avrebbe agito per compattare l’Unione Europea e contrastare con forza politiche commerciali svantaggiose per le imprese italiane, a differenza di quanto osservato con le attuali tariffe applicate dai giganti del web americani.

La posizione di Conte sull’Iran e la diplomazia europea
Un passaggio centrale della lettera è dedicato alla questione iraniana. Conte definisce “gravi e totalmente false” le insinuazioni secondo cui lui e il M5S non avrebbero condannato il regime di Teheran. Spiega di aver condiviso in pieno la risoluzione di condanna al Senato, aggiungendo però la richiesta di inserire un’esplicita condanna degli interventi militari unilaterali in Iran al di fuori del diritto internazionale. Tale richiesta, respinta, ha portato il M5S ad astenersi su quel voto, ma pochi giorni dopo alla Camera il Movimento ha presentato un testo condiviso da tutto il campo progressista che condanna il regime iraniano e gli interventi militari unilaterali.
Conte sottolinea che questa posizione è “fondamentale per non ripetere gli errori del passato“, privilegiando soluzioni internazionali che possano sconfiggere regimi tirannici salvaguardando le vite umane e senza alimentare interessi di singole potenze armate. A suo avviso, l’Europa deve assumere un ruolo determinante e attivo, mettendosi in prima linea a livello politico, diplomatico ed economico per fermare il regime di Teheran, senza limitarsi a osservare passivamente le azioni militari di altri attori globali.






