Roma, 18 febbraio 2026 – La tensione politica attorno al referendum sulla riforma della magistratura si fa sempre più palpabile, con il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che esprime una forte preoccupazione per la gestione e la natura politica della consultazione popolare.
Giuseppe Conte e la critica alla gestione politica del referendum
Durante un intervento pubblico, Giuseppe Conte ha sottolineato come il referendum sia stato presentato come un tema tecnico, ma in realtà sia fortemente politico. “È molto facile fare attacchi alla magistratura, hanno letto i sondaggi, hanno fatto riunioni, insomma sono fortemente preoccupati“, ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio.
Secondo Conte, l’obiettivo reale è “separare i pubblici ministeri, allontanarli dal corpo dei giudici“, un passo che rischia di proteggere la “casta dei politici” mentre i cittadini devono subire “inasprimenti di pene e nuove fattispecie di reato“. Il leader M5S ha quindi evidenziato un contrasto tra l’interesse politico e la necessità di migliorare realmente il servizio giustizia.

La visita simbolica di Mattarella e l’appello alla moderazione
A margine della presentazione di un libro, Giuseppe Conte ha commentato con apprezzamento la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), definendola una “visita di alto valore simbolico” e un segnale di “forte rigore istituzionale“. Mattarella ha presieduto per la prima volta in 11 anni i lavori ordinari del CSM, un gesto che secondo Conte riflette la necessità di rispettare l’autogoverno della magistratura e di abbassare i toni del dibattito politico. Il leader del M5S ha ribadito l’importanza di affrontare il referendum con serenità, invitando sia i sostenitori del sì sia quelli del no a mantenere la calma e a concentrarsi sulla formazione dei cittadini.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento in cui il referendum, pur non avendo raggiunto il quorum necessario per la sua validità (affluenza definitiva al 30,6%), ha scosso il panorama politico italiano, evidenziando divisioni profonde tra maggioranza e opposizione. Conte, in particolare, si pone come voce critica nei confronti di un referendum che giudica più come un’operazione politica che un reale strumento di riforma tecnica del sistema giudiziario.





