Palermo, 25 febbraio 2026 – Nel corso di un acceso confronto a Palermo con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso una netta critica alla riforma della giustizia attualmente al centro del dibattito pubblico e politico. Conte ha denunciato come la proposta di legge rischi di disarticolare la componente togata del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e di conferire un mandato politico a una componente laica, con il pericolo di compromettere l’indipendenza della magistratura.
Critiche di Conte alla riforma della giustizia
Secondo Giuseppe Conte, la riforma in discussione non garantirebbe un’effettiva autonomia dei magistrati. «Non credete alle chiacchiere e alle frottole: avremo una componente togata maggioritaria disarticolata e una componente laica attrezzatissima con un mandato politico per condizionare nomine e trasferimenti», ha affermato con decisione, sottolineando che questa situazione potrebbe scoraggiare i pubblici ministeri dal portare avanti indagini scomode, come quella sulla ministra Santanché a Milano.
Il leader pentastellato ha inoltre accusato il governo di voler imporre una giustizia «addomesticata», lamentando la mancanza di un confronto parlamentare con le opposizioni. “Perché non l’avete fatto in Parlamento il confronto con le opposizioni invece di blindare la riforma?”, ha incalzato Conte rivolgendosi a Nordio. Ha ribadito che il vero obiettivo della riforma sarebbe quello di dare più potere all’esecutivo a discapito dell’indipendenza della magistratura, pur ammettendo la necessità di una giustizia efficiente e risorse adeguate.
Il quadro politico e istituzionale della riforma
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in carica dal 22 ottobre 2022, è al centro di questo scontro politico. Ex magistrato con una lunga carriera nelle procure di Venezia, Nordio ha promosso diverse iniziative legislative, tra cui la cosiddetta “Riforma Nordio”, volta a modificare vari aspetti del sistema giudiziario italiano, come l’abolizione del reato di abuso d’ufficio e la riorganizzazione delle procedure di appello.
La riforma costituzionale Meloni-Nordio, sottoposta a referendum confermativo nel 2026, prevede significative modifiche all’ordinamento giudiziario e al ruolo del CSM. L’obiettivo dichiarato è di migliorare l’efficienza della giustizia, ma le opposizioni, rappresentate da Conte e dal Movimento 5 Stelle, denunciano un pericolo di politicizzazione e di compressione dell’autonomia giudiziaria.
Contesto di emergenza e appello per più risorse
Parallelamente al dibattito sulla giustizia, Giuseppe Conte ha rivolto un appello per un maggiore sostegno alla Sicilia, duramente colpita dal maltempo nelle ultime settimane. Ha evidenziato la tenacia della popolazione siciliana, ma anche la necessità di risorse aggiuntive non solo per i ristori immediati, ma soprattutto per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio. “Ora è il momento della responsabilità istituzionale”, ha scritto sui social, sottolineando l’impegno del M5S a vigilare e a sostenere le comunità colpite.






