Palermo, 11 marzo 2026 – Un episodio di tensione ha acceso il dibattito politico a Palazzo Madama, dove un fuorionda del presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha suscitato forti reazioni. Durante la seduta del 5 marzo, dedicata alla discussione sulla richiesta di aiuto da parte dei Paesi del Golfo vittime delle rappresaglie iraniane, è stato registrato un commento fuori microfono che ha indignato il Partito Democratico (Pd).
Il Fuorionda Incriminato di La Russa
Nel corso della seduta, mentre il Senato era in piena attività, Ignazio La Russa si è rivolto ai suoi assistenti chiedendo: “Come si chiama quel cogl*one che continua a urlare?” riferendosi al senatore Antonio Nicita del Pd. Dopo aver ricevuto la risposta, La Russa ha aggiunto con tono sarcastico: “Abbiamo apprezzato il suo intervento”, seguito da un “prego” e un “gentilissimo, proprio”, probabilmente in risposta al ringraziamento del parlamentare. Il video di questo momento è stato pubblicato da Repubblica.it, rendendo pubblico l’episodio.
Non si tratta del primo episodio di linguaggio colorito attribuito al presidente del Senato: in un altro momento del dibattito, si è udito un altro sfogo di La Russa con un “porca putt*na”, mentre invitava il senatore di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon, a concludere il suo intervento. Tuttavia, non è chiaro se questa espressione fosse rivolta a Speranzon o alle opposizioni che stavano iniziando a creare disturbo.
La Reazione del Pd e la Nota di Antonio Nicita
Il Pd di Siracusa ha definito l’episodio “inaccettabile e senza precedenti”, sottolineando come tale linguaggio rappresenti una ferita alla dignità dell’intero Senato e un segnale di “degradazione del linguaggio istituzionale”. In una nota, il partito ha chiesto apertamente a La Russa di porgere scuse formali in Aula, evidenziando che “non si tratta di una semplice scivolata verbale, ma di un clima di arroganza che non può trovare spazio nel cuore della nostra democrazia”. Il Pd ha inoltre avvertito che il silenzio delle altre forze politiche davanti a tale volgarità rappresenterebbe una forma di complicità.
Il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo Pd al Senato, ha commentato duramente la vicenda. Ha definito il fatto “molto grave” e una dimostrazione di “mancanza totale di rispetto istituzionale e inidoneità al ruolo” da parte del presidente del Senato. Nicita ha sottolineato che il commento è stato fatto “a microfoni spenti all’Aula, ma non alle tv”, un particolare che considera un aggravante perché gli ha impedito di difendersi in quel momento e perché suggerisce una consuetudine di linguaggio poco consono alla carica istituzionale.
Il senatore ha espresso solidarietà al segretario generale del Senato, che è stato costretto a sentire quel linguaggio, e ha dichiarato che “non chiede scuse personali, ma tutela per l’istituzione e i suoi rappresentanti, offesi da quell’insulto”. Infine, Nicita ha posto una domanda provocatoria sull’esempio che si dà alle scolaresche in visita al Senato, chiedendosi come possano le istituzioni democratiche rimanere credibili di fronte a simili episodi.






