Palermo, 26 gennaio 2026 – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha fatto il punto sulla complessa situazione che si sta vivendo a Niscemi, dove eventi meteorologici hanno aggravato la condizione di un’area già fragile a causa di una vecchia frana. Nel corso di un incontro con la stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria, Schifani ha sottolineato l’importanza del monitoraggio costante e dell’intervento tempestivo delle istituzioni.
Schifani, situazione a Niscemi: “Estremamente delicata, ma sotto controllo“
Il presidente Schifani ha descritto la condizione a Niscemi come “estremamente delicata“, ma ha rassicurato che la situazione è “sotto controllo“. La Protezione Civile regionale e nazionale è stata completamente mobilitata, con l’intervento già in mattinata degli specialisti della prevenzione nazionale. Secondo Schifani, le recenti piogge non hanno certo favorito la stabilità del territorio, aggravando una frana preesistente, ma il monitoraggio continuo consente di gestire al meglio i rischi.
La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, deliberata dal Consiglio dei ministri, permette di attivare risorse e strumenti straordinari per fronteggiare la crisi e garantire la sicurezza della popolazione.

Piano strategico per la protezione delle coste e ricostruzione sostenibile
Durante lo stesso incontro, Schifani ha illustrato un piano strategico nazionale di protezione delle coste, che ha trovato l’appoggio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il progetto prevede l’installazione di barriere al largo, concepite per adattarsi al mutato ecosistema marino e per prevenire danni derivanti da eventi naturali estremi come le onde alte fino a 16-17 metri che recentemente hanno devastato alcune zone costiere siciliane, distruggendo appartamenti, negozi e lidi balneari.
Il piano include la costruzione di grandi banchine sommerse e massi triangolari che spezzano l’onda senza impattare negativamente sul paesaggio, un intervento che richiederà la collaborazione e l’impegno di governi regionali e nazionali e che si svilupperà nel medio-lungo termine.
In merito alla ricostruzione post-emergenza, Schifani ha ribadito che non saranno autorizzate costruzioni o lidi balneari facilmente aggredibili, come quelli con steccati o strutture precarie. La legge regionale del 1976 prevede una distanza obbligatoria di 150 metri dal mare per le nuove costruzioni che non siano destinate all’uso diretto della costa, mentre i lidi balneari in legno, che rispettano la normativa, potranno essere ricostruiti.
Un ulteriore tema che il presidente ha evidenziato riguarda la direttiva Bolkestein, la quale pone vincoli temporali alle concessioni balneari, rappresentando un’incognita per molti operatori che dovranno adeguarsi alle nuove scadenze.






