Roma, 26 febbraio 2026 – La Procura di Roma ha notificato oggi l’atto di chiusura delle indagini preliminari a carico di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, nell’ambito dell’inchiesta relativa al caso Almasri. Il procedimento è coordinato dal procuratore capo Francesco Lo Voi e dai sostituti Giulia Guccione e Barbara Trotta.
La vicenda giudiziaria di Giusi Bartolozzi
L’iscrizione di Bartolozzi nel registro degli indagati risale al 12 agosto 2025, dopo l’invio degli atti da parte del Tribunale dei Ministri, che ha ravvisato a suo carico il reato di false comunicazioni a pubblico ministero. La dirigente, magistrata fuori ruolo e capo di gabinetto del ministero della Giustizia dal marzo 2024, era stata ascoltata dai giudici del tribunale ministeriale proprio in relazione al caso Almasri, riguardante il rilascio di Usāma al-Maṣrī Nağīm, sospettato di crimini di guerra e contro l’umanità.
In una dichiarazione rilasciata all’ANSA, Bartolozzi ha espresso serenità e determinazione:
“Mi è stato appena notificato, per il tramite del mio legale, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Roma. Sono assolutamente serena, e senza condizionamenti, continuerò a lavorare con senso di responsabilità”.
Contesto del caso Almasri
Il caso Almasri riguarda il rilascio in Italia di Usāma al-Maṣrī Nağīm, un militare libico accusato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) di gravi crimini commessi durante la seconda guerra civile libica, tra cui torture, omicidi e violenze sessuali all’interno di centri di detenzione a Tripoli. Arrestato in Italia nel gennaio 2025 su mandato internazionale della CPI, Almasri è stato successivamente scarcerato e rimpatriato in Libia, decisione che ha generato forti polemiche e una successiva indagine sull’operato delle autorità italiane.
L’inchiesta che coinvolge Bartolozzi verte proprio sulle informazioni fornite all’autorità giudiziaria in merito a tale vicenda, che secondo l’accusa sarebbero risultate false. L’indagine si inserisce in un quadro complesso che ha visto l’Italia deferita dalla Corte Penale Internazionale per mancata cooperazione nel caso Almasri.
La chiusura delle indagini segna un passaggio formale importante nel procedimento giudiziario a carico del capo di gabinetto del ministero della Giustizia, che continua a rivestire un ruolo di rilievo nell’amministrazione pubblica.






