Roma, 30 gennaio 2026 – Un episodio di forte tensione ha scosso oggi la Camera dei Deputati, con l’occupazione di una sala stampa da parte di circa trenta parlamentari di sinistra guidati da Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, durante una conferenza stampa prevista sulla tematica della remigrazione. L’azione ha causato l’annullamento di tutte le conferenze stampa in programma nella giornata di oggi, suscitando dure reazioni politiche e accuse incrociate tra maggioranza e opposizione.
Occupazione della sala stampa della Camera e reazioni politiche
Secondo quanto denunciato dal deputato della Lega, Rossano Sasso, la situazione ha raggiunto un livello di gravità inaudita: “Ad un parlamentare della Repubblica è stato impedito con la forza di esprimere le sue opinioni in uno spazio istituzionale”. Sasso ha condannato l’occupazione definendola un atto “antidemocratico e stalinista”, sottolineando come si tratti di una violazione dell’articolo 21 della Costituzione italiana, che tutela la libertà di espressione. Ha inoltre chiesto un intervento della Presidenza della Camera per identificare e sanzionare i responsabili, appellandosi al Presidente della Repubblica affinché tuteli la libertà di parola dei parlamentari.
Dalla sua postazione, il deputato leghista Domenico Furgiuele, che aveva prenotato la sala per la conferenza sulla remigrazione, ha definito gli oppositori “antidemocratici” e ha accusato il presidente della Camera di non aver adottato provvedimenti adeguati per motivi di sicurezza.
Il clima si è ulteriormente infiammato con le dichiarazioni di Angelo Bonelli, che ha definito la Camera “la casa della democrazia” e ha condannato la presenza di nostalgici del fascismo e del nazismo all’interno dell’istituzione, attribuendo la responsabilità politica dell’accaduto a Matteo Salvini, accusato di legittimare posizioni estremiste e di aprire le porte della Camera a forze che nega i valori costituzionali. Bonelli ha inoltre condannato le parole di Luca Marsella, portavoce di CasaPound, che ha pronunciato accuse gravissime contro il presidente Lorenzo Fontana, gettando “fango sulle istituzioni repubblicane”.
All’esterno di Montecitorio, il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha promosso una protesta nonviolenta contro la conferenza delle sigle di estrema destra, esponendo cartelli con slogan come “No alle leggi razziali” e “No alla Camera dei fasci”. Magi ha definito “sconcertante” la mancata condanna da parte della maggioranza di governo dell’iniziativa e ha denunciato il rischio che l’estremismo neofascista sia tollerato e persino favorito all’interno dell’istituzione parlamentare.
Annullamento delle conferenze stampa e conseguenze per l’ordine pubblico
A seguito dell’occupazione, la Presidenza della Camera ha disposto l’annullamento di tutte le conferenze stampa previste per la giornata per ragioni di ordine pubblico. La sala stampa è stata evacuata e i giornalisti presenti sono stati fatti uscire, mentre la sala rimane occupata dai deputati dell’opposizione.
Il fatto rappresenta un precedente significativo nel funzionamento democratico della Camera, con le violenze verbali e fisiche che hanno caratterizzato l’episodio e le forti accuse tra esponenti politici. La situazione resta in evoluzione e l’attenzione è puntata sull’eventuale intervento degli organi di garanzia delle istituzioni parlamentari per ristabilire la regolarità degli spazi e la libertà di espressione garantita dalla Costituzione.





